“Andrea Pazienza, trent’anni senza”: continuare a ricordare Paz

L’Arf! Festival di Roma (25-27 maggio) e il Napoli COMICON (28 aprile-1 maggio) presentano, in collaborazione, la mostra intitolata “Andrea Pazienza, trent’anni senza” per celebrare l’autore nell’anno che segna il trentennale della sua scomparsa.

_di Lorenza Carannante
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Sono ormai trascorsi trent’anni dalla sua scomparsa, eppure Andrea Pazienza non è forse mai stato così presente. Da scalmanato autore punk, studente eternamente fuoricorso di un DAMS ai suoi albori, al fumettista italiano per eccellenza, seguito da una schiera di nomi che, ossequiosamente, ne seguono tuttora l’esempio. Ma Paz ci ha lasciato troppo presto, durante una calda notte di giugno a Montepulciano. E nel periodo di maggio che l’avrebbe visto compiere sessantadue anni sarà inaugurata quella che potremmo definire una perfetta retrospettiva, e che comprende le opere della sua carriera che arrivano al 1988, anno della sua prematura scomparsa.

 

La mostra, intitolata non a caso “Andrea Pazienza, trent’anni senza”, sarà presentata durante l’Arf! Festival di Roma il 25 maggio presso gli spazi espositivi del MATTATOIO di Roma (ex MACRO Testaccio), e sarà visitabile fino al prossimo 15 luglio in esclusiva nazionale. La location è un luogo d’eccezione che dopo Hugo Pratt nel 2016 e Milo Manara nel 2017 si prepara ad ospitare una vera e propria mostra di carattere antologico pronta a celebrare forse il più eclettico tra gli autori italiani.
Protagonista della sua eredità artistica presentata sarà principalmente la sua produzione a fumetti, con una particolare attenzione ad un’intera nuova generazione di lettori che forse l’ha conosciuto poco, attraverso una ricca selezione della sua opera: da Aficionados e Le straordinarie avventure di Penthotal dei primissimi anni ’80 al suo personaggio più celebre, Zanardi, passando per Tormenta e le caricature disneyane di Perché Pippo sembra uno sballato e La leggenda di Italiano Liberatore, lo spassoso Pertini, le meravigliose tavole a colori di Campofame, Una estate, l’incompiuta Storia di Astarte, fino a quello che probabilmente è il più importante, esorcizzante e traumatizzante graphic novel italiano del XX Secolo, Gli ultimi giorni di Pompeo, che lo ha consacrato nell’Empireo della letteratura disegnata.

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