Mad Dog: cocktail di qualità a ritmo di jazz

OUTsiders webzine vi racconta i posticini più interessanti dove andare a bere e mangiare, in giro per l’Italia e non. Oggi tappa a Torino per un drink d’autore. Per entrare serve la parola d’ordine. Ma poi non vorrete più uscire.


_di Michela Gallo

“Ernesto Paloma, Dopolavoro, Il santo…  Il colombo Ernesto diventa particolarmente buono finito di lavorare oppure…”

Il breve elenco porta di filato in via Maria Vittoria 35, dove si scopre con piacere che dietro questi nomi si celano in realtà ottimi drink.  Velocemente sì, ma partendo da piazza Carlina, non è così semplice trovare la porta per accedere a questo luogo di mixology. Un ingresso mimetizzato, la testa di un cane (probabilmente pazzo) sul citofono e una scala da discendere: è questa la premessa per poter ordinare un cocktail, ascoltando del buon jazz, al Mad Dog Social Club.

Se l’atmosfera è quella di uno “speak-easy proibizionista”, l’eleganza del servizio non è da elogiare sottovoce.

Portando per prima cosa un bicchiere d’acqua al tavolo o sporgendolo al bancone, Matteo, Andrea ed Eleonora accolgono infatti con gran classe neofiti e habitués, consigliando e indirizzando i clienti assetati. Questi, sciacquatasi la bocca, sono pronti a spulciare l’elenco dei cocktail, stampato su “The Watchdog”.

Qui tra una miscela di termini francesi, inglesi e spagnoli si sceglie la propria miscela (da bersi questa volta). Partendo dai grandi classici, ma sorpassandoli poi in modo originale, il Mad offre ricette personalizzate. La rivisitazione dei drink più conosciuti avviene miscelando prodotti del territorio (tra gli altri i liquori Quaglia) con prodotti esteri (come il messicano mezcal) per creare versioni sempre nuove.

Vermouth e Bitter della tradizione italiana spiccano tra gli ingredienti primari, ma non mancano whiskey e gin delle più svariate etichette.

Particolarmente consigliato in settimana per godere appieno di ciò che può offrire, il Mad è anche ritrovo per appassionati di jazz, proponendo ogni sera concerti dal vivo. L’ambiente quasi ovattato e un po’ misterioso dà un’impressione di riservatezza. Quest’ultima rima con lentezza, ma in un’accezione tutta positiva, indicando la calma necessaria e indispensabile per una preparazione curata ed equilibrata dei cocktail. Equilibrio che si ritrova al momento del pagamento: il costo è in media di 10 euro per ogni drink.

Inoltre, suggestiva per tabagisti e non, è la sala fumatori interna, con poltrone in pelle e luce simil-divina che dall’alto punta dritta al posacenere.

…Nella botta piccola c’è il cocktail buono…

Una volta seduti ai tavoli, sotto le volte in mattoni, l’occhio cade inevitabilmente su una ventina di botti disposte in un angolo. Escludendo il mero intento ornamentale, è chiara l’attenzione dei gestori all’invecchiamento dei miscelati tramite la maturazione in botte. Un buon punto di partenza per creare forse, una vera e propria cantina (sociale) di drink invecchiati e spillati direttamente dalle botti.

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