Le migliori Colombe del 2018 volate all’Hotel Principi di Piemonte

Il 17 e il 18 marzo, uno degli Hotel più lussuosi di Torino ha ospitato la manifestazione che tutti i golosi subalpini aspettano, portando nel capoluogo sabaudo i migliori pasticceri d’Italia: ecco il verdetto dei giudici.

_di Giorgia Bollati

 

Farina di frumento, zucchero, uova, burro, scorze di agrumi canditi, lievito naturale e sale: impastare bene e lasciar riposare per ore, ore, ore. Queste sono le istruzioni base per preparare la Colomba Pasquale, tra impasti e processi di lievitazione che richiedono tempi molto lunghi; concluse le operazioni fondamentali, è via libera alla fantasia per creare il dolce più goloso e accattivante, con aggiunte di mandorle e frutta secca, glasse, creme e spezie.

Ad un primo sguardo potrebbe sembrare una preparazione semplice, abbordabile da chiunque sia armato di planetaria e tanta pazienza. Purtroppo, però, la Colomba, sorella primaverile di sua maestà il Panettone, non ha nulla di semplice, ma richiede tante piccole attenzioni che la riducono ad appannaggio quasi esclusivo di pasticceri e panettieri.

Ecco dunque la classifica stilata dai giudici di Una Mole di Colombe, il gran salone dei dolci pasquali italiani tenutosi il 17 e 18 marzo all’Hotel Principi di Piemonte di Torino:

COLOMBA CLASSICA

1 – Alessandro Rizzo da Tarcento (Udine)

2 – Pasticceria Italia da Scafati (Salerno)

3 – Angelo Ricci da Montaquila (Isernia)

COLOMBA CREATIVA

1 – Capiello da Santa Maria Capua Vetere (Caserta) con una colomba salata con conciato romano, salsiccia di maialino nero casertano e pomodorino di San Marzano essiccato

2 – Pasticceria De Vivo da Pompei (Napoli)

3 – Sal de Riso da Tramonti (Salerno)

Meritano, tuttavia, una particolare menzione la curiosa e indovinata colomba con carota e rapa rossa firmata Ricci, il profumato e soffice dolce ai frutti di bosco preparato dalla pasticceria Lombardi e la colomba a forma di uovo preparata da Andrea Tortora, pastry chef del ristorante a tre stelle Michelin St. Hubertus, umida e morbida da sciogliersi in bocca, tutte presentate nel ciclo di incontri condotti dal giornalista e agronomo Alessandro Felis.

Questa edizione ha visto, inoltre, la speciale iniziativa di Pasticceria Giotto, il laboratorio che insegna ai detenuti del carcere di Padova la delicata arte del far dolci, rieducandoli e re inserendoli nella società con un nuovo ruolo: presentati all’evento colombe e cioccolatini, tutti preparati dagli allievi della scuola seguiti da un pasticcere professionista.

Dopo un weekend di assaggi seriali e una settimana per smaltirli, che ovviamente non è sufficiente, l’appuntamento è per dicembre con Una Mole di Panettoni con i dolci natalizi d’Italia: iniziamo la dieta ora ché siamo già in ritardo.

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