Grappa Nardini: un sogno che continua dal 1779

La bevanda spiritosa che tra il Monte Grappa e il fiume Brenta non smette di appassionare. Un cuore alcolico tutto italiano che unisce i profumi della natura e le nuove tecnologie. Una ditta che fonde tradizione e innovazione e le lega con una doppia dose di amore da ben 239 anni. Siamo andati a visitare la storica ditta Bortolo Nardini a Bassano del Grappa.

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_di Valentina De Carlo e Oscar Chinaglia

In latino aqua vitae, acqua di vita, nome che oggi risuona nella dicitura acquavite, unico distillato prodotto soltanto in Italia, ma conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Un cuore alcolico arricchito da sapori e profumi di tonalità diverse, che rendono unica questa bevanda spiritosa, per gli antichi con proprietà terapeutiche: la grappa. In mezzo alle prealpi venete tra il Monte Grappa e il fiume Brenta, c’è un luogo dove il rito di questo distillato non smette di affascinare e dove continua a vivere, da 239 anni, la storica ditta di Bortolo Nardini, un marchio di eccellenza italiana aperta nel 1779 e prima distilleria d’Italia. L’azienda é da sempre rimasta in famiglia, arrivando oggi alla settima generazione, e si prende cura di un’antica tradizione, ma con uno sguardo attento anche all’innovazione e al futuro. Siamo andati a visitarla nelle sede storica di Bassano del Grappa.

LE BOLLE

Niente è stato lasciato al caso nelle Bolle. Le due giganti Bolle di vetro sono il regalo che la famiglia Nardini ha fatto alla città e a sé stessa nel 2004, per il 225° anniversario della distilleria e le troviamo immerse nel parco che circonda lo stabilimento di Bassano. Un complesso architettonico creato da Massimiliano Fuksas che luccica nel chiaroscuro degli alberi, riflettendo i raggi del sole e del laghetto sottostante in cui le Bolle si specchiano, e se il vetro leggero e trasparente é metafora dei fumi dell’alcool durante la distillazione, il parquet richiama le botti di legno dove invecchia la grappa.

Indipendenti l’una dall’altra, la Bolla più grande é una sala polifunzionale, la minore é invece un laboratorio per sperimentazioni e controlli di qualità, che comprende ai piani inferiori un grande auditorium e una sala accoglienza, spazi fondamentali del programma di promozione della cultura della grappa curato dalla Nardini, che accompagna i curiosi alla scoperta di questo affascinante prodotto.

È qui che ci viene spiegato il complicato processo che dalla raccolta delle vinacce, le parti di scarto dell’uva (gli acini privi di polpa e i vinaccioli, cioè i semi degli acini) porta al distillato, attraverso le fasi della fermentazione, della distillazione, del risposo e ulteriori fasi intermedie.

Ogni parte del processo ha la sua importanza, in una sinergia tra uomini e macchinari, e nulla viene sprecato, in un importante riciclo che fa bene all’ambiente.

Ad esempio i vinaccioli vengono acquistati dalle industrie cosmetiche, che ne ricavano un importante olio, e quel che resta delle bucce viene usato per produrre mangimi per animali.

Lasciamo la tiepida luce del sole che filtra indisturbata attraverso i vetri delle bolle, per scendere nel buio della cantina dove viene fatta risposare la grappa prima di essere imbottigliata. Il riposo e l’imbottigliamento sono le uniche fasi che ancora si svolgono qui a Bassano, mentre il resto del processo avviene a Monastier di Treviso. Già entrando nello stabilimento un avvolgente e delicato profumo di grappa ci stuzzica i sensi, mentre osserviamo i filtri che eliminano dal prodotto, ormai quasi pronto, le componenti oleose che lo renderebbero meno digeribile. Il profumo si fa più intenso al piano inferiore, dove in stanze sigillate e ben protette, dormono silenziose le 390 botti di rovere di Slavonia in cui riposano le future grappe invecchiate, che si arricchiscono dei profumi del legno e assumono la caratteristica tonalità ambrata delle grappe gialle.

Bianca come l’Acquavite di vinaccia classica, giallo ambra come la Riserva o rosso rubino come la Tagliatella, è un arcobaleno di colori l’esposizione di tutta la selezioni Nardini che troviamo risalendo nel piccolo shop, dove tra aperitivi, brandy, acque fruttate, riserve e liquori, fanno bella mostra di sé le nuove nate della famiglia, presentate a Vinitaly 2017.

Ecco la bianca Extrafina e le tre versioni di riserva a 3, 7 e 15 anni di invecchiamento, in una nuova bottiglia creata appositamente per l’occasione, che alla tradizionale bordolese con il cartiglio delle iniziali BN e l’etichetta di Remondini che contraddistingue la Nardini da sempre, aggiunge dei tagli diagonali che richiamano il disegno delle Bolle. L’Extrafina é un nuovo blend di aromi e sapori, delicato e dolce, dai sentori floreali e fruttati, che costituisce la prima grande novità dopo più di 200 anni di storia.  

Il nostro viaggio nella grappa si conclude nel centro storico della cittadina di Bassano del Grappa, per visitare due luoghi che rappresentano il passato e il futuro dell’azienda: il luogo in cui tutto è iniziato e l’ultimo luogo nato.

DOVE TUTTO EBBE INIZIO…

É improvvisamente che appare il vecchio ponte di legno di Bassano, il Ponte degli Alpini. Cammini tra le vecchie strade e poi ci sei sopra senza accorgertene, e ti ritrovi il Brenta sotto i piedi, le montagne alle spalle e i buchi di un’infinità di schegge dei colpi di artiglieria della grande guerra davanti agli occhi, sulle facciate degli edifici lungo il fiume. Costruito dal Palladio nel ‘500, teatro dei disastri della guerra ieri e di discordie oggi, racchiude storie e le salva dal passato. Proprio all’inizio del ponte, in una piccola nicchia, si nasconde la cantina in cui la storia della famiglia Nardini prese forma.

La grapperia sul ponte é oggi tappa obbligata dei visitatori di Bassano. É un tuffo nella storia, in un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato e tra giare di rame, camini e tavolacci di legno, in una semioscurità tipicamente ottocentesca, sui ripiani sparsi in tutto il locale brillano i colori delle grappe e degli altri prodotti Nardini, in una scia di sfumature che incanta.

Tra scale a chiocciola e porte piccine, scendiamo a livello del fiume, nel locale angusto in cui l’idea della distilleria si insinuò nella mente di Bortolo e dei suoi aiutanti. Scendendo in queste stanze, rimaste come allora e tenute con grande cura e amore dai familiari e dai dipendenti della Nardini, sembra di calarsi in un passato lontanissimo da noi, dove i passaggi sotterranei erano l’unica possibilità di fuga in caso di pericolo, dove il rame, il ferro e il vapore erano le componenti della vita quotidiana, dove tra botti e bottiglie si é imparato a creare qualcosa, un qualcosa che non è soltanto un prodotto, ma é simbolo di legami, passioni e amore.

…DOVE TUTTO CONTINUA

Legata sì alle tradizioni, ma lungi dal ristagnare in esse, la ditta Nardini é sempre rivolta al futuro, per creare progetti, sviluppare idee, dare vita a innovazioni. Una di queste ha visto la luce nel luglio di quest’anno ed é il luogo dove la tradizione incontra la moda. É il Garage Nardini: un locale giovanile dove regna il food and drink moderno, tra un cocktail bar con bevande Nardini, ma non solo, e un ristorante dalla cucina fusion veneta, che fonde le tradizionali ricette venete con la sperimentazione e l’innovazione della cucina internazionale. Situato nell’antico deposito Nardini, in Piazzale Generale Giardino 6, vicinissimo al centro storico di Bassano, richiama l’architettura della grapperia, tra accenni di modernità e cimeli del passato,, rappresenta un tassello importante del progetto che ruota attorno al mondo Nardini, per ricordare che non si tratta solo di grappa.

Nardini è sinonimo di radici, di amore per la propria terra e per i doni che essa ci offre, è creatività e passione, che generazione dopo generazione sono gli elementi più importanti da tramandare nel DNA, è cultura e tradizione, é un modello ed un esempio. Immersa nella comunità in cui è nata, profondamente legata e nutrita da essa, la Nardini non smette di coltivare un sogno e in questo luogo neonato, dove il passato si fonde col futuro, si può continuare progettare, con alla mano un moderno cocktail dall’intrigante nome, come il solstizio di sangue o con un tradizionale mezzo e mezzo che non stanca mai.