Un Tiramisù per tutte le stagioni

È uno dei dolci più amati, che scatena le più accese discussioni volte a stabilire la versione originale e soprattutto l’inventore. Ma al di là dei diritti avanzati sul marchio-tiramisù, ognuno può lasciarsi stimolare dalla sua versatilità e può dare alla ricetta la propria impronta.


_di Giorgia Bollati

Non ci sono più le mezze stagioni, si sa, e questa confusione climatica provoca gli effetti tutt’altro che piacevoli e rasserenanti di cui tanto si parla (ma comunque non abbastanza). Ecco, allora, che si corre ai ripari per tutelare la biodiversità della Terra, per prevenire o, se non altro, ritardare le gravi perdite che si prospettano. A fronte delle coltivazioni su larga scala che determinano problemi ambientali, sociali ed economici (una fra tutte quella dell’avocado), è sempre bene rispettare le peculiarità di ogni territorio, imparando a conoscerlo e a sfruttarne in modo consapevole e sostenibile caratteristiche e potenzialità. Per mantenere un’etica ecologica senza rinunciare alle eccellenze enogastronomiche, è bene, dunque, proteggere la varietà dei prodotti, tracciandone la provenienza e valutandone la stagionalità. E quale miglior applicazione di questi principi di una ricetta iconica e tradizionale come il tiramisù?

Tralasciando l’eterna diatriba sulla ricetta originale, diamo il via libera alla fantasia, a partire da questi piccoli consigli.

MELE COTTE SOTTO LA NEVE

Il rigido freddo dell’inverno può essere scongiurato solo con qualcosa di dolce, avvolgente e confortevole come le mele cotte: ottimo motivo, dunque, per aggiungerle al tiramisù. Dopo aver cotto in una pentola le mele sbucciate tagliate a pezzetti con un po’ di zucchero, una spolverata di cannella e magari qualche uvetta, non bisognerà far altro che sostituire uno strato di crema al mascarpone con la composta alle mele.

FRAGOLE E ALBERI IN FIORE

Per una ricetta fresca che strizza l’occhio anche ai più piccini, basterà sostituire il caffè nel quale bagnare i savoiardi con una coulis di fragole leggermente saltate in padella e sfumate con il Grand Marnier (a discrezione): ecco, dunque, il tiramisù alle fragole. Nel frullare il composto, è bene tenere da parte qualche fettina intera del frutto da inserire da uno strato di mascarpone e uno di biscotti. Per decorare la superficie del dolce, poi, si possono sbriciolare dei savoiardi non intinti nella coulis e aggiungere qualche fragola tagliata.

ALBICOCCHE SOTTO AL SOLLEONE

Lo stesso risultato divertente e un po’ naif si può ottenere con le più estive albicocche: basterà frullarle (dopo averle sbucciate e denocciolate) con il latte, creando un composto ideale in cui bagnare i savoiardi. Dopo aver alternato strati di biscotti inumiditi e crema al mascarpone con qualche pezzetto di albicocca, si può decorare il dolce, come nel caso delle fragole, con dei savoiardi sbriciolati e qualche fettina di frutto.

BIRRAMISÙ ED È SUBITO MONACO DI BAVIERA

Infine, in occasione dell’Oktoberfest, non si può trovare miglior versione del tiramisù di quella alla birra: la crema è un amalgama di zabaione aromatizzato alla birra e crema al mascarpone, e va poi alternata a strati di savoiardi inzuppati nella bagna di caffè e birra chiara. Per lo zabaione le dosi variano in base al numero di uova, a loro volta corrispondenti al numero di ospiti: un tuorlo a persona, e a seguire un cucchiaio di zucchero e 10 ml di birra per tuorlo. Per la bagna, invece, la quantità di birra deve essere pari a quella di caffè, mentre lo zucchero deve essere ¼ delle altre due dosi.

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Queste sono solo quattro versioni possibili del dolce più versatile di tutti: non si possono considerare veri e propri tiramisù secondo ricetta per come viene dettata dai puristi, ma ognuna di esse ha una sua particolare dignità. Non ci sono motivi per imbrigliare la fantasia in etichette precostituite, quindi avanti con la creatività, che ognuno realizzi la versione con la sua firma.

 

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