Progetto Fuoco a Verona Fiere: alla (ri)scoperta del legno

In contrasto con le temperature sotto lo zero e i fiocchi di neve che cadono sul finire di febbraio, Veronafiere ospita la fiera più calda dell’anno che capita proprio negli ultimi giorni più freddi dell’inverno. É Progetto Fuoco, fiera biennale internazionale organizzata da Piemmeti spa, che dal 1999 si occupa di impianti ed attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione di legna.


_di Valentina De Carlo

In un tiepido tepore, tra camini, stufe e cucine a legna, l’11ª edizione di ProgettoFuoco si è svolta a Veronafiere dal 21 al 25 febbraio, facendoci riscoprire un mondo antico: quello del legno e del fuoco. Un’energia rinnovabile che viene dal passato per intrecciarsi alle tecnologie del presente, unendo risparmio energetico, rispetto per l’ambiente e riscoperta di un elemento che da sempre fa palpitare il cuore dell’uomo, come ceppi che scoppiettano in un camino.

Una vetrina per 782 aziende, 322 straniere, che si riuniscono a Verona per intrecciare nel XXI secolo i valori del legno come fonte di energia e le più attuali tecnologie, creando prodotti per l’applicazione domestica e per le grandi aziende, permettendo di abbattere i costi energetici con l’uso di una fonte rinnovabile che non manca nel nostro territorio.

Un piacevole tepore si diffonde nei 115000 metri quadri espositivi che dal 21 al 25 febbraio ospitano la fiera, e nei 7 padiglioni ci addentriamo in un mondo fatto del calore e del profumo di una volta, quello tipico delle case dei nostri nonni, dove ardeva sempre un ceppo di legno nel camino, scaldando e illuminando le case di un tempo, quando ancora i caloriferi erano rari, e alimentando, in un epoca ancora più lontana, le cucine. Oggi, nell’era dei grandi consumi e dell’inquinamento spropositato, ci si può riappropriare di una tradizione del passato per rendere più sostenibile un pezzo di presente, e di futuro, riscoprendo il fascino del calore della fiamma senza trascurare design e modernità.

Tra camini, stufe, cucine, barbecues, caldaie, con un uso creativo di materiali come la polvere di marmo, la pietra ollare, l’acciaio, la maiolica, si intrecciano a Progetto Fuoco innovazione e tradizione, per un utilizzo quotidiano di prodotti che rispettano l’ambiente e arredano, dando spazio ad un elemento antico come il mondo. Impianti di ogni tipo, e per tutte le tasche, parlano di un mercato sempre più rivalutato sia in ambito aziendale che domestico, dove il tocco degli architetti aggiunge un pizzico di design sempre gradito, esaltando i materiali e la piacevole vista della fiamma viva.

Le stufe ad accumulo in pietra ollare, ad esempio, permettono di avere una fonte di calore a rilascio graduale durante tutta la giornata, grazie alle proprietà della steatite stessa. Per le sue caratteristiche infatti, questa pietra resiste a temperature elevate, conserva il calore e lo rilascia in modo costante per parecchie ore, e basta l’uso di poche cariche di legna al giorno per irradiare l’abitazione con un calore continuo.

Non solo per scaldare, la riscoperta del fuoco è anche per cucinare e Progetto Cuoco serve proprio a ricordarcelo.

Il fuoco in cucina é un ritorno alla natura primordiale dell’uomo, alle sue origini e alla tradizione di ricette che ricreano sapori semplici, senza rinunciare al gusto, con un modo di cucinare che é anche stare insieme, vivere e viversi. Tra cucine da interni e barbecues da giardino, viene proposta una cucina rustica che permette di sbizzarrirsi tra tutti i piatti tradizionali italiani che da nord a sud ci restituiscono la cultura del cibo dei nostri antenati, e di quando il fuoco era il centro della casa, delle relazioni, dello scorrere del tempo. Uno scorrere lento quello della cottura a legna, che nel mondo del take away e del cibo che arriva direttamente sotto casa, appena dopo una telefonata, ci fa apprezzare tutto il processo che dalla materia prima porta al piatto e al suo sapore, con il gusto delle cose fatte in casa e fatte insieme.

Tra le tante aziende straniere, soprattutto nordiche, che partecipano alla fiera, non mancano enti e associazioni del territorio che portano il loro progetto e le loro storie.

Nell’area espositiva esterna, dove sfidano neve e vento, troviamo due curiose applicazioni del legno, elemento centrale di questa manifestazione. Non producono calore, ma riusano un materiale che spesso in molti casi viene invece bistrattato, soprattutto in città. Il progetto blockhaus, originario dei paesi del nord Europa, si occupa della costruzione di case completamente in legno, con l’assemblaggio di tronchi poco lavorati, per un uso sia civile che militare.

Un’altra curiosa e creativa attività è quella degli arboricoltori su fune.

Questi scoiattoli umani si arrampicano sugli alberi per il recupero del legno urbano, ovvero di quei rami e tronchi che devono essere tagliati ed altrimenti considerati solo come elemento da smaltire. Invece, il legno degli alberi dei centri urbani può essere creativamente riutilizzato, ricavandone tavoli, panchine, sedie e molto altro, che possono abbellire quegli stessi centri abitati, portando un po’ di natura tra il cemento delle case, o andare ad arredare le abitazioni private di chi ama questo povero, ma prezioso ed affascinante materiale.

Come le radici degli alberi tengono unito e compatto il terreno, il focolare é da sempre un elemento che aggrega, e nelle sue varie declinazioni, rinnova un mondo che può continuare a vivere in una dimensione moderna, trasmettendoci quei valori tradizionali di lentezza, cura, relazione, che, nella frenetica quotidianità, a volte ci sfuggono, per tornare di tanto in tanto, tutti intorno al fuoco.

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