Alla scoperta dei primi quattro semifinalisti del Premio Buscaglione

La nostra maxi-intervista ai quattro semifinalisti del Premio Buscaglione che si esibiranno nel corso della prima serata del festival, il 15 marzo all’Hiroshima Mon Amour di Torino. A salire sul palco in veste di ospite sarà invece Anthony Laszlo De Simone, uno dei cantautori in assoluto più apprezzati nel corso dell’annata appena trascorsa. Andiamo a conoscere meglio Effenberg, Il Branco, Sarah Stride e Yosh Whale. 


_di Lorenzo Giannetti

La manifestazione Sotto il Cielo di Fred entra nel vivo: un festival che valorizza le migliori leve della musica italiana con il Premio Buscaglione e che con la Notte Rossa Barbera diventa una grande maratona musicale itinerante alla riscoperta della tradizione culinaria piemontese.

15 MARZO 

Hiroshima Mon Amour ore 21.30 ingresso: 8 €

ANDREA LASZLO DE SIMONE

EffenbergIl Branco,Sarah StrideYosh Whale

Acquista la prevendita salta coda 8 € + dp

Clicca qui per il programma completo

Siamo andati alla scoperta dei seminfinalisti di quest’anno, realizzando delle brevi interviste ad ognuno di loro. Ecco le prime quattro: gustatevele sorseggiando un buon bicchiere di Barbera.

 

Effenberg

Presentate il vostro progetto in sole 3 parole
 
Intimo, disgraziato, fuori moda
 
Come avete “scoperto” il premio Buscaglione e come è avvenuta l’iscrizione 
 
Lo conoscevo già da qualche anno, seguivo il premio su facebook e quando è uscito l’annuncio dell’apertura del bando mi sono iscritto. Di solito sono un po’ diffidente su concorsi o roba simile ma sapevo che il Buscaglione era una cosa fatta bene.
 
La prima cosa che avete pensato/fatto quando avete saputo di esser stati selezionati tra i semifinalisti
 
Stai a vedere che stavolta Fox c’ha beccato! E’ l’anno dello scorpione!
 
Cosa dobbiamo aspettarci da voi sul palco, come live band in senso stretto?
 
Suoneremo 3 pezzi, due del disco “Elefanti Per Cena” e un altro che molto probabilmente sarà inserito nel prossimo disco. Cosa vi dovete aspettare? Non lo so, vorrei saperlo anch’io
 
E a tal proposito, dato che il Buscaglione potrebbe configurarsi romanticamente come una specie di anti-Sanremo facciamo un giochino. Durante il festival ligure c’è la serata in cui i concorrenti chiamano un artista a duettare con loro: potendo scegliere – tra TUTTI/CHIUNQUE – con chi vi piacerebbe condividere il palco?
 
In questo momento mi piacerebbe avere sul palco Joan As A Police Woman, se non altro per godermi lo spettacolo da vicino.
 
La fase finale del Premio si svolge a Torino: ci siete mai stati? Quanto siete legati invece alla vostra città d’origine? E quanto della vostra città c’è all’interno della vostra musica?
 
Sì, nel 2005/2006 frequentavo spesso Torino. E’ una città che mi piace molto e che trovo artisticamente avanti rispetto alla maggior parte delle città italiane. Mentre in tutta Italia imperversava ancora l’indie Rock (Franz Ferdinand, Strokes etc etc ) a Torino si ascoltava già l’elettronica che adesso sento mixare nei baretti della mia città.Quanto alla mia città , il rapporto è conflittuale, ma credo che alla fine sia normale così. In realtà il senso di inadeguatezza e inferiorità che ti lascia la provincia mi è stato utile nello scrivere i testi delle mie canzoni.Infatti devo ammettere che Lucca e la provincia in generale vivono nella mia musica, esempi concreti sono la canzone “Firenze Mare” “Aprile” e il pezzo “Le Vigne Di Bergamo” . Ogni parola di questa canzone è riconducibile ad un immagine o a dei ricordi che ho vissuto, molti dei quali proprio nella mia città.
 
Il disco che avete ascoltato di più nel 2017
 
Domanda difficile, così su due piedi direi “Graziosa Utopia” di Edda.

Il Branco

Presentate il vostro progetto in sole 3 parole

Punk d’autore melodico
 –

Come avete “scoperto” il premio Buscaglione e come è avvenuta l’iscrizione

Abbiamo avuto esperienze felici come partecipare al rest festival a Torino e al Diluvio Festival in provincia di Brescia dove tutte le band e gli addetti ai lavori ci hanno parlato di questo Premio sempre con un entusiasmo particolare ci siamo incuriositi e come le brave band emergenti siamo andati a documentarci ed è stato facile almeno a livello pratico iscriversi al premio, tutto il resto è cuore puro e non potremmo sintetizzarlo facilmente in sole parole.
 –

La prima cosa che avete pensato/fatto quando avete saputo di esser stati selezionati tra i semifinalisti

“Bomba, suoniamo al Locomotiv” 
 –

Cosa dobbiamo aspettarci da voi sul palco, come live band in senso stretto

Tutta la verità su IL BRANCO. Il live è quello che ci viene meglio non per dare aspettative particolari ma oltre il gusto, oltre i generi musicali, la sincerità è oggettivamente piacevole e noi live siamo sinceri.
 –

E a tal proposito, dato che il Buscaglione potrebbe configurarsi romanticamente come una specie di anti-Sanremo facciamo un giochino. Durante il festival ligure c’è la serata in cui i concorrenti chiamano un artista a duettare con loro: potendo scegliere – tra TUTTI/CHIUNQUE – con chi vi piacerebbe condividere il palco?

Forse diremmo tutti e tre una cosa diversa ma poi ci sono i Verdena e ci mettiamo tutti d’accordo.
 –

La fase finale del Premio si svolge a Torino: ci siete mai stati? Quanto siete legati invece alla vostra città d’origine? E quanto della vostra città c’è all’interno della vostra musica?

A Torino ci siamo stati come band solo in occasione del Reset festival lo scorso ottobre e in altre occasioni. Per quanto riguarda Terni è sicuramente uno dei nostri cordoni ombelicali più forti, nonostante viviamo a Roma e con delle intensità di vita anche diverse e per motivi di vita diversi, poi sentiamo tutti lo stesso concetto di “casa” quando stiamo a Terni. C’è sicuramente nella stessa misura in cui c’è nelle nostre anime, come non sapremmo dirtelo probabilmente nell’intenzione.
 –

Il disco che avete ascoltato di più nel 201

Nicola:  Reflektor – Arcade Fire
Francesco: Graziosa Utopia – EDDA
Leonardo: 22, A Million – Bon Iver

———
 –

Sarah Stride

Presentate il vostro progetto in sole 3 parole
 
Denso, Urgente, Sotterraneo
 
Come avete “scoperto” il premio Buscaglione e come è avvenuta l’iscrizione 
 
Lo avevo già sentito nominare gli scorsi anni ma sono pessima con le scadenze e arrivo sempre tardi. A questo giro mi è stato caldamente consigliato sia da amici musicisti che dai miei collaboratori e i tempi erano quelli giusti!
 

La prima cosa che avete pensato/fatto quando avete saputo di esser stati selezionati tra i semifinalist

Se non sbaglio era il primo giorno di ripresa dopo le vacanze di Natale dunque mattina partita totalmente di malavoglia. Ho visto la mail insieme al caffè e di colpo l’aria è diventata più brillante. Ho ringraziato questo 2018 che si presentava così, con questo bel regalo.
  

Cosa dobbiamo aspettarci da voi sul palco, come live band in senso stretto?

La formazione è in trio, Kole Laca all’elettronica, Frank Martino alle chitarre e io alla voce. L’impatto dei brani è sicuramente molto scuro, vagamente ipnotico in alcuni momenti è decisamente violento in altri. Tutto rimane piuttosto asciutto e minimale come se ci fosse una compressione, qualcosa che non esplode mai veramente, che funziona da motore e che conferisce al live una tensione costante.
 –
E a tal proposito, dato che il Buscaglione potrebbe configurarsi romanticamente come una specie di anti-Sanremo facciamo un giochino. Durante il festival ligure c’è la serata in cui i concorrenti chiamano un artista a duettare con loro: potendo scegliere – tra TUTTI/CHIUNQUE – con chi vi piacerebbe condividere il palco?
 
So di essere scontata ma assolutamente Nick Cave
 
La fase finale del Premio si svolge a Torino: ci siete mai stati? Quanto siete legati invece alla vostra città d’origine? E quanto della vostra città c’è all’interno della vostra musica?
 
Sono stata diverse volte a Torino e mi è sempre piaciuta molto questa piccola Parigi del Nord’Italia, con i viali enormi e i pasticcini minuscoli, borghese ed esoterica… Molto diversa da Milano, che considero la mia città pur non essendoci nata (E’ la città Natale di tutta la mia famiglia e io ci vivo dai miei 18 anni) e che amo moltissimo ma che non sento presente nella mia musica. Sono altri luoghi, non geografici, quelli che mi interessano nella scrittura!
 

Il disco che avete ascoltato di più nel 2017

 Painted Ruins dei Grizzly Bear

Yosh Whale 

Presentate il vostro progetto in sole 3 parole

Introspettivo, biografico e descrittivo
 –

Come avete “scoperto” il premio Buscaglione e come è avvenuta l’iscrizione

La prima volta che abbiamo sentito parlare del premio è stata in radio ma sinceramente non pensammo di iscriverci, soltanto dopo consiglio di un nostro caro amico decidemmo di farlo.
 –

La prima cosa che avete pensato/fatto quando avete saputo di esser stati selezionati tra i semifinalisti

Abbiamo pensato che la cosa più emozionante è stata essere apprezzati da una giuria composta da professionisti del settore e da musicisti che nei nostri percorsi musicali ci hanno ispirato e abbiamo ammirato. Infine la soddisfazione di comprendere che la tua musica abbia un valore anche fuori dai confini della tua regione, nel nostro caso la Campania, è stato importantissimo per noi.
 –

Cosa dobbiamo aspettarci da voi sul palco, come live band in senso stretto?

Siamo un po’ diversi rispetto al sound espresso in studio, cosa che al Serraglio di Milano si è potuto gia sentire. Il live è molto intenso mantiene sempre quel sound soul e R&B ma espresso in sonorità più forti e aggressive.
 –
E a tal proposito, dato che il Buscaglione potrebbe configurarsi romanticamente come una specie di anti-Sanremo facciamo un giochino. Durante il festival ligure c’è la serata in cui i concorrenti chiamano un artista a duettare con loro: potendo scegliere – tra TUTTI/CHIUNQUE – con chi vi piacerebbe condividere il palco?
Bon Iver
 –

La fase finale del Premio si svolge a Torino: ci siete mai stati? Quanto siete legati invece alla vostra città d’origine? E quanto della vostra città c’è all’interno della vostra musica?

Non siamo mai stati a Torino quindi sarà una scoperta anche la città. Il legame con la nostra terra è ovviamente molto forte però noi non veniamo assolutamente da realtà cittadine anzi sono le periferie i contesti in cui viviamo e proprio queste periferie sono i soggetti e le ambientazioni dei testi e forse sempre le periferie sono la motivazione di un sound più particolare e meno consueto.
 –

Il disco che avete ascoltato di più nel 201

22, milion, Bon iver

Le domande sono tutte uguali per mantenere la par condicio del pre-gara e tutte al plurale per comodità

Comments