[REPORT] Ecco perché non ci stanchiamo di vedere i Fast Animals and Slow Kids dal vivo

I Fast Animals and Slow Kids ritornano sui palchi italiani e venerdì 23 febbraio approdano a Hiroshima Mon Amour a quasi un anno dalla loro ultima apparizione torinese. Pogo, sudore e una buona dose di stage diving: i FASK non si smentiscono mai.

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_di Alessia Giazzi

Che cos’è rimasto da dire sui Fast Animals and Slow Kids? Nel corso dei loro dieci anni su e giù dai palchi Aimone, Alessandro, Jacopo e Alessio hanno cementato il loro sound nella nostra testa e le loro performance incendiarie nei nostri occhi. Partecipare a una data dei FASK significa rifugiarsi nella certezza di rituali consolidati: sappiamo a memoria parole e intonazione della frase di rito che da un decennio apre i loro live, sappiamo che sotto il palco del quartetto umbro si poga e si suda e che lo stage diving è imprescindibile. Conosciamo bene le doti di intrattenitore di Aimone e sappiamo quali sono i brani che non possono mancare in scaletta.

Nonostante tutto, abbiamo delle aspettative per ogni concerto dei FASK. Quello che ci aspettiamo da Aimone e soci è che continuino ad essere quelli che conosciamo, ci aspettiamo di essere chiamati “amici” e di urlare a squarciagola quelle canzoni che abbiamo interiorizzato e consumato ascoltandole in loop. Ci aspettiamo di avere un’ora e mezza per lanciarci in mezzo alla folla tra il sudore e le scarpe che volano.

Quello che forse non chiediamo ai FASK è che ci stupiscano con grandi rivoluzioni.

Eppure, dopo dieci anni di live, ogni volta la band di Perugia riesce a lasciarci senza parole con una miscela sorprendente e imprevedibile.
Sorprendente è il boato che segue LA frase Buonasera a tutti, noi siamo i Fast Animals and Slow Kids e veniamo da Perugia”, ogni volta più esplosivo e carico di amore per la band sul palco.
Imprevedibile è quello che può succedere sia sopra che sotto il palco, come vedere le braccia del parterre sorreggere un ragazzo del pubblico dalle transenne fino al bar e riportarlo indietro, nello stesso modo, facendolo atterrare sul palco con due drink in mano.
A scuotere ulteriormente la performance sul palco di Hiroshima Mon Amour si aggiungono brani inaspettati: Copernico, direttamente dagli esordi di Cavalli, spunta in mezzo alla scaletta tra le urla di approvazione del pubblico. A lasciare incredulo il parterre, ancora e sempre, è la carica emotiva di ogni pezzo e quel vuoto allo stomaco che accompagna le parole de Il mare davanti, il tutto potenziato da quel crescendo sempre più forte e sempre più veloce che i Fast Animals tengono fino alla fine, dando il massimo anche quando la stanchezza pesa sulle spalle.

A distanza di dieci anni dagli esordi, continuiamo a vedere e rivedere i FASK perché sappiamo che ogni live, nel suo essere collaudato, è unico a modo suo. Ricordatevi di noi tra vent’anni cantava Aimone in Come Reagire al presente: è il 2018, siamo ormai a metà strada e Fast Animals and Slow Kids riescono a sorprenderci ancora, continuando a carburare cuore e polmoni con amore e sudore. A volte la rivoluzione più grande è restare fedeli a se stessi.

Scaletta

Annabelle
Combattere per l’incertezza
Il mare davanti
Tenera età
Con chi pensi di parlare
Ignoranza
Calci in faccia
Montana
Canzone per un abete – Parte II
Copernico
Coperta
Maria Antonietta
Troia
Gran Final

Encore:
Come reagire al presente
A cosa ci serve
Forse non è la felicità

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