2018: tutti gli appuntamenti alle OGR, dalle mostre in corso all’attesissimo live di Yann Tiersen

Dopo la sontuosa inaugurazione di qualche mese fa, le OGR si preparano al giro di boa del 2018 con un paio di mostre-installazioni ancora in corso, il proseguimento dalla rassegna “Piano Lesson” con l’attesissimo concerto di Yann Tiersen (già sold out) e il jazz contemporaneo di Brad Mehldau. A fine marzo poi, salirà l’hype per il ritorno sul palco del local hero Cosmo. 

Segnate in agenda tutti i prossimi appuntamenti alle Officine Grandi Riparazioni.

Piano Lessons è una proposta artistica della stagione 2017/2018 di OGR – Officine Grandi Riparazioni dedicata al pianismo internazionale.
Un’occasione per trasformare la Sala Fucine in un luogo in cui l’architettura industriale incontra la magia del piano.

«Piano Lessons è un progetto che si inserisce nella polifonia che caratterizza la programmazione musicale di OGR, andando ad aggiungere una nuova nota a questo accordo e continuando la serie di eventi – creati ad hoc per lo spazio – iniziata con i concerti del Big Bang e proseguita con gli spettacoli 3D dei Kraftwerk», racconta Nicola Ricciardi, Direttore Artistico delle nuove OGR – Officine Grandi Riparazioni.

«Lo spazio di quelle che furono le Fucine delle OGR si trasforma in un flessibile total theatre in grado di accogliere un grande numero di spettatori in condizione di perfetta visibilità e ascolto. – commenta Fabrizio Gargarone, ideatore della rassegna insieme al Direttore Artistico Nicola Ricciardi – Sono presenti tutte le condizioni tecniche per portare le esibizioni di questi Maestri oltre la dimensione di grande spettacolo verso un’esperienza personale e intima: una lezione individuale di pianoforte.»

16 febbraio – Piano Lessons – Brad Mehldau @OGR

Nasce musicista classico, scopre presto il jazz. Alunno dei pianisti Fred Hersch e Kenny Werner e del batterista Jimmy Cobb, viene presto assoldato da quest’ultimo nella sua band. La sua musica ricorda Bill Evans. Spesso paragonato a Keith Jarrett, che considera una grande ispirazione, Brad Mehldau è uno dei quattro maestri che si esibiranno durante le Piano Lessons: quattro appuntamenti di piano solo nella straordinaria cornice della Sala Fucine, per un’esperienza profonda e coinvolgente.

9 marzo – Piano Lessons – Yann Tiersen @OGR

Il terzo dei quattro Maestri che si esibirà sul palco della Sala Fucine è Yann Tiersen, compositore, pianista, fisarmonicista e violinista, firma delle splendide musiche di Il favoloso mondo di Amélie e Goodbye! Lenin.

30 marzo – Cosmo 

COSMOTRONIC, il nuovo album di Cosmo in uscita il prossimo 12 gennaio 2018 per 42 Records/Believe. Il disco sarà presentato con un tour omonimo di otto date speciali che porterà Cosmo a esibirsi nei più importanti live club italiani. Quello di COSMOTRONIC, infatti, non sarà solo un normale concerto ma un party itinerante che conterrà sì il nuovo live di Cosmo ma anche dj special guest che si esibiranno nelle varie date dando vita a una vera e propria festa che inizierà alle nove di sera e proseguirà fino a notte fonda.
Turbo è il nuovo singolo di Cosmo, una canzone veloce, ritmata, allegra ma al tempo stesso anche politica. Un viaggio saltellante in quello che è il cosmo-pensiero. Usando le parole dello stesso Marco:

“Turbo nasce dalla potenza di un frammento musicale siriano. Tutto si sviluppa a partire da quel campionamento. Il resto viene da sé, spontaneamente, come un sasso che rimbalza e rotola giù da un pendìo. Il ritmo, il testo, la risata, tutte le idee deliranti che sono contenute. La realtà e la fuga dalla realtàl’esotico e il meccanico, la merda e il ballo. Questa canzone è un frullatore con un motore turbo. E in qualche modo ci siamo dentro tutti.”

Fino  a gennaio – Come una falena alla fiamma / Like a Moth to a Flam

Come una falena alla fiamma (Like a Moth to a Flame) è il titolo del grande progetto espositivo realizzato in collaborazione da OGR-Officine Grandi Riparazioni e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo che inaugurerà il prossimo 3 novembre nelle sedi delle due istituzioni torinesi. Come una falena alla fiamma è un progetto ambizioso, firmato da tre curatori internazionali d’eccezione, chiamati a lavorare insieme per la prima volta confrontandosi con la città di Torino e il suo importante patrimonio artistico: Tom Eccles, direttore del Center for Curatorial Studies del Bard College di New York, Mark Rappolt, redattore capo della rivista inglese Art Review, e l’artista britannico Liam Gillick.

La mostra si pone l’obiettivo di creare un ritratto della città di Torino a partire dagli oggetti che la città stessa e i suoi residenti hanno collezionato. Come una falena alla fiamma si articola in un percorso attraverso la Collezione della Fondazione per l’arte Moderna e Contemporanea CRT e della Collezione della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in dialogo con un nucleo di opere conservate in alcune delle maggiori istituzioni museali pubbliche della città, tra cui il Museo Egizio, Palazzo Madama, MAO – Museo d’Arte Orientale, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e Castello di Rivoli, che, per l’occasione, verranno esposte alle Officine Grandi Riparazioni e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in un gioco di contaminazioni reciproche tra opere d’arte contemporanea e opere dei secoli passati.
La contaminazione tra linguaggi diversi continuerà anche in alcune delle sedi museali coinvolte: il Museo Egizio e Palazzo Madama diventeranno infatti sedi espositive d’eccezione per alcune opere contemporanee.

La mostra sfrutta, come punto di partenza per indagare i concetti di rinascita e rinnovamento, la coincidenza di una nascita e due anniversari: l’inaugurazione di OGR, il venticinquesimo anniversario della collezione della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e il sessantesimo anno dalla fondazione dell’Internazionale Situazionista dopo un incontro ad Alba, non lontano da Torino.
Con più di 70 opere d’arte contemporanea e centinaia di artefatti da varie collezioni torinesi, Come una falena alla fiamma riflette sull’importanza delle passioni private e delle ossessioni individuali e sul modo in cui, nel tempo, queste trovino la loro strada nella società ed entrino nella vita culturale cittadina.
Gli oggetti in mostra articolano un viaggio attraverso lo spazio – con opere e manufatti realizzati nei cinque continenti – e il tempo – unendo alcune sculture Egizie del secondo millennio a.C., come la gigantesca testa del faraone Tutmoside, ed una Bibbia del 1280, passando dalla statua funeraria di una dama cinese del II secolo a.C. fino ad installazioni realizzate nell’ultimo anno.
Eppure, dato che tutte le opere sono conservate in collezioni nella città di Torino o nei suoi dintorni, si ha la sensazione che, nonostante l’ampiezza del viaggio, questo finisca laddove era iniziato, e che i visitatori, come gli oggetti, fossero sempre stati lì.

Il titolo della mostra ha origine da un lavoro dell’artista britannico Cerith Wyn Evans, un testo circolare realizzato in neon, In girum imus nocte et consumimur igni (2006) appeso all’ingresso della mostra alle OGR. Il titolo del lavoro è palindromo, cioè la frase non ha una direzione privilegiata ma può essere letta da destra a sinistra o viceversa, dicendo la stessa cosa. La frase articola un indovinello: cosa “gira di notte ed è consumato dalle fiamme”? Una possibile soluzione è una falena. Wyn Evans nella sua opera riprende il titolo dell’ultimo film di Guy Debord (realizzato nel 1978, diffuso nel 1981 e più tardi trasmesso dalla TV italiana) che è il punto di partenza della mostra alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Di natura più politica, questa parte di mostra continua ad esplorare alcune tematiche connesse alla rinascita e al rinnovamento, tra cui la distruzione che può derivarne (sia essa necessaria o inutile).

La mostra, nel suo insieme, cerca di testare la nozione Nietzschiana che “per sopportare il pensiero dell’eterno ritorno sono necessari: libertà dalla morale; nuovi mezzi contro il dolore …; godimento di ogni tipo di incertezza, sperimentalismo come contrappeso a questo fatalismo estremo; abolizione del concetto di necessità; abolizione della ‘volontà’; abolizione della ‘conoscenza in sè’.” Come è noto a Torino Nietzsche fu sopraffatto dalla malattia mentale: nel creare un ritratto della città, le opere in mostra alle OGR e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo mappano il modo in cui generazioni di artisti e collezionisti hanno visto, costruito e ricostruito il mondo, in modo da evitare questo destino.

Per maggiori info su costi e orari rimandiamo al sito della OGR

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