Lo Schiaccianoci: un Classico senza tempo al Teatro Goldoni di Venezia

Nella cornice incantata del Teatro Goldoni di Venezia arriva il balletto classico che da sempre ammalia grandi e piccini con il suo universo da fiaba. Il Balletto di San Pietroburgo porta in scena Lo Schiaccianoci, l’intramontabile classico che sotto le feste diventa magicamente realtà. 


_di Valentina De Carlo

Il 26 dicembre approda nella luccicante laguna addobbata a festa, nel seicentesco Teatro Goldoni, la compagnia del Balletto di San Pietroburgo, che dal 1877 ad oggi, rimane uno dei balletti più apprezzati sulla scena internazionale, il quale continua a portare in giro per il mondo i classici della danza senza mai smettere di far sognare. Nel periodo natalizio non poteva che essere Lo Schiaccianoci a prendere vita, ricreando per qualche ora l’atmosfera di un Natale da favola.

Un cristallo di neve puro ed intatto, che restituisce ogni volta in maniera diversa i riflessi della luce, così sembra il balletto dello Schiaccianoci, un classico senza tempo che non finisce mai di avvolgere con la sua magia adulti e bambini. Un incantesimo di suoni e di passi che trasporta nella dimensione di un sogno lontano, come quello che fa la piccola Clara nella notte di Natale, con il suo fragile schiaccianoci tra le mani.

Fin dalla sua prima rappresentazione nel 1892 a San Pietroburgo, allora come oggi nel mese di dicembre, il balletto assume i contorni di una fiaba, tanto dolce e colorata all’apparenza, quanto ricca di simboli e metafore al suo interno, che racchiude un nocciolo di intramontabile verità, proprio come un roseo confetto porta con sé gelosamente la sua amara mandorla.

Anche se il balletto, musicato da Pëtr Il’ič Čajkovskij e coreografo da Marius Petipa, deriva dalla versione della fiaba depurata e addolcita da Alexandre Dumas padre, che eliminò le parti più crudeli della vicenda originaria Lo Schiaccianoci e il Re dei topi di Ernst Hoffman, si possono comunque rintracciare delle sfumature aspre in tanta zuccherosa dolcezza, ritrovando nella trama le ossa della struttura originaria, quelle che costituiscono il nucleo bollente delle fiabe e che sono il loro vero insegnamento.

Il litigio dei bambini per lo schiaccianoci, la rottura di questo delicato e buffo regalo, il sonno inquieto di Clara, la battaglia tra il Re dei topi e lo Schiaccianoci, la paura e la morte, il rifugio nella fantasia e nel sogno come antidoto alla realtà: striature scure che gettano ombre nell’incanto dorato dell’infanzia e che si presentano come imperfezioni di un Natale apparentemente perfetto, rendendolo semplicemente più autentico.

Sulle note delle musiche più celebri di Čajkovskij, come il walzer dei Fiori o i brani del divertissement, come una cascata di fruscianti e colorate caramelle, si svelano la grazia e la raffinata, impalpabile, bellezza dei passi di danza classica, che costruiscono un mondo parallelo dove tutto è soave, leggero, magico, ma allo stesso tempo forte, robusto, reale, come i muscoli che si nascondono dietro quei passi. Nel teatro più antico di Venezia ancora oggi esistente, lo Schiaccianoci andrà in scena il giorno di Santo Stefano alle 17 e alle 20.30, e vedrà protagonisti Ernest Latipov e Natalia Lazebnikova, entrambi solisti del Teatro Marinsky di San Pietroburgo.

In un tripudio di colori sgargianti, scenografie incantate e musiche leggendarie, tra infantili delicatezze e dolcezze d’ogni tipo, verremo trascinati da questo carillon incantato, per intrufolarci anche noi nel Regno dei Dolci e per vivere il sogno insieme a Clara, ritornando bambini per un po’, con lo Schiaccianoci tra le mani e gli occhi spalancati.

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