Al Principi di Piemonte la sesta edizione di Una Mole di Panettoni

Sabato 2 e domenica 3 dicembre, le grandi sale dell’Hotel sabaudo si sono riempite di buongustai, curiosi di degustare dolcezze in arrivo da tutta Italia, in gara per il primo posto.


_di Giorgia Bollati

 

Profumi di zucchero, lievito e farina, toni caramello per una glassa fatta secondo tradizione, manciate di canditi e di uvette dai colori autunnali ed è subito attesa per il pranzo di Natale, golosa eccitazione bambina e un po’ nostalgica. Per stuzzicare i sensi e la fantasia dei torinesi, il 2 e il 3 dicembre, l’Hotel Principi di Piemonte ha ospitato nei suoi saloni maestosi la sesta edizione di Una Mole di panettoni, presentando pasticceri da tutta Italia, ciascuno con un panettone per ogni palato.

Per le categorie classiche, “panettone Milano” (alto) e “panettone Torino” (basso con glassa alla nocciola) hanno vinto due laboratori del sud, rispettivamente Ascolese della provincia di Salerno, e Spagnoletti della pasticceria La Gioia da Taranto, come pure per la categoria “panettone creativo” si è classificato al primo posto Annibale Memmolo dalla provincia di Avellino, che presenta un dolce con ricotta alla mandorla, mela e cannella. Per i più audaci, le pasticcerie avevano elaborato anche diverse ricette salate, tra le quali ha vinto quella di Attilio Servi di Pomezia con un panettone al pecorino romano, origano di Pantelleria e pomodorino secco, superando quelli altrettanto curiosi al pesto o alla bagna caoda della pasticceria Arleo. Notevoli si sono rivelati anche il Pepe con limone, zenzero e canditi dalla golosa morbidezza, il godurioso panettone al gianduia della Pasticceria Agnese, o la ricetta con farina integrale, albicocche sciolte in cottura e una punta di amaretto di Lerda, o ancora il ricco ma delicato panettone con noci, fichi, pinoli, uvette, mais tostato e glassa di nocciole preparato da Rizzo.

Se il panettone è il lievitato che va per la maggiore tra Piemonte e Lombardia, nelle altre regioni italiane esistono, tuttavia, preparazioni diverse, che seguono ricette antiche e segrete come quella della ricca Gubana di Udine o ricette classiche come quella del pandoro, altrettanto amato dalle tavole italiche. Le loro storie sono state raccontate da Davide Dall’Omo (Verona), Fulvio Vianello (Venezia) e Alessandro Rizzo (Udine), protagonisti di uno degli incontri organizzati e condotti da Alessandro Felis, durante i quali i pasticceri hanno mostrato tutta la loro passione per un lavoro d’altri tempi che richiede sacrificio, dedizione e tanto amore. Nel calendario della due giorni di eventi, insieme agli appuntamenti con maestri del gusto del calibro di Alberto Marchetti, Mario Bianco (apicoltura), e Alessandro Spoto (Voglia di Pane), anche il corso di cucina e decorazione della Scuola Il Melograno. Due giorni dedicati ai piccoli piaceri, due giorni in onore di un innocente dolce, per il quale, tuttavia, si è smosso il paese intero: per un panettone (o pandoro, de gustibus) questo e altro.

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