Edo, edis, edit: ecco come Barriera declina il buon cibo

Nello stabilimento dell’ex Incet vede la luce il nuovo polo enogastronomico di una Torino industrial ma elegante più che mai, e bongustaia come sempre.


_di Giorgia Bollati

Torino passa da città industriale a contenitore di design urban chic e declina un’estetica dal gusto post moderno su tutti i fronti. Questa è la attuale tendenza di un centro un tempo grigiamente connotato e oggi formicolante di nuove energie, che negli ultimi mesi ha visto tante interessanti novità, tra cui l’inaugurazione, il 24 novembre, del nuovo polo enogastronomico: Edit. Eat Drink Innovate Together è il nome per esteso del format che racchiude l’essenza più pura dello stile di vita attuale, basato sul buon mangiare e sul buon bere, tutto al massimo della modernità e in condivisione.

Sharing è, infatti, il termine più in voga dell’ultimo anno e riflette una direzione parallela e contraria, insieme, alla chiusura tecnologica. In via Cigna 96, nell’ala ovest dello storico stabilimento Incet, la filosofia imperante è proprio quella della condivisione, dalla lavorazione della materia prima alla fruizione del prodotto finito: ci sono quindi lunghissimi tavoli, banconi con vista cucina, scambi, tra le quattro cucine, di idee e di lavorazioni. Per un succo di frutta tonificante, una confortante cioccolata calda aromatizzata o ancora un frizzante aperitivo, ad accogliere la clientela, c’è la Bakery che propone i piatti vegetariani dello chef stellato Pietro Leemann, insieme ai lievitati di Renato Bosco e al torinessissimo caffè Lavazza, tra una morbida poltrona e uno sgabello al bancone comune.

Sempre al piano terra, si trovano la brewery e il pub, due ambienti conviviali e suggestivi che ospiteranno gipsy brewers e mastri birrai, con pizza e preparazioni firmati Bosco, insieme ai curati piatti del cuoco svizzero. Per gli appassionati di birra non ci sarà che l’imbarazzo della scelta: sono disponibili, infatti, 19 spillatori con altrettante tipologie di birra, tutte fresche e artigianali. Più elegante e vizioso il Cocktail Bar con i titolari di Barz8, Salvatore Romano e Luigi Iula, guide di un percorso aromatico e personalizzato tra cocktails per tutti i target. Infine, per una serata speciale, Edit offre l’esperienza dei ricercati piatti dei Costardi Bros, già titolari dell’unico ristorante stellato del Vercellese, che accolgono i loro ospiti con due formule: sala con menù à la carte o chef table (tra i più spaziosi a livello internazionale) animato da un gioco interattivo.

Nel pieno spirito sharing, gli chef si mettono alla prova condividendo con il pubblico anche il nobile atto del trasformare il cibo, proponendo all’avventuroso giocatore la scelta di una materia prima che verrà lavorata davanti ai suoi occhi, nella speciale cucina a vista, sulla base della ricetta di casa Costardi.

Broccoli, anatra, funghi, lingua e salmone sono alcuni degli ingredienti che vengono elaborati in un menù dai toni dolci, come dolce è il risotto creato dai due fratelli per il loro nuovo teatro: carnaroli con crema di grana padano, polvere di caffè Kafa Lavazza e riduzione di birra Bock Edit impiattato nel loro speciale barattolo firmato. Brillante e romantico, poi, l’epilogo di un viaggio che evita ogni nota scontata o prevedibile. Christian, tra un calamaro dorato e un cappellaccio mantecato, ci ha raccontato i primi giorni di questo nuovo grande organismo, partito al massimo con un’affluenza da record.

Per i primi tempi sarà principalmente lui ad affrontare la novità, con una brigata costruita per l’occasione, a parte le Sus Chef Vittoria ed Eleonora, mentre Manuel prenderà le redini del ristorante di famiglia. A seguito della proposta dell’azienda Edit di portare in città il loro speciale risotto, i Costardi, presa visione degli spazi, hanno elaborato un’idea un po’ più ricca e hanno saputo conquistare a tavola i loro responsabili, stringendo il rapporto ancora di più. Dopo due settimane, circa, di rodaggio, l’ambiente cucina rispecchia esattamente l’idea dei due fratelli, con un clima positivo ed energico che stimola i giovani cuochi al divertimento e alla creatività: complice anche lo sguardo indagatore del pubblico, l’ambiente tra i fornelli è rilassato e pacifico, privo di reazioni di stress che potrebbero inficiare sulla qualità dei piatti.

I prezzi sono, in generale, perfettamente nella media e rispettano una particolare idea di qualità. Il Cocktail bar propone creazioni per tutte le tasche, a partire dagli 8 euro del cocktail più classico agli 888 del più sofisticato. Il ristorante, invece, offre tre possibilità: al tavolo si possono ordinare piatti alla carta per un costo di 15-20 euro a portata, mentre allo chef table si può scegliere tra un menù degustazione da 4 piatti a 48 euro e uno da 6 piatti a 58.

Ecco a voi 2400 mq dotati di nuova e profumata vita, illuminati da luci calde e soffuse sui toni delicati di una musica ambient e aperti al pubblico dalle 7 del mattino alle 2 di notte dal lunedì alla domenica, per condividere e degustare ogni momento della giornata.

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