[REPORT] 20 anni di Stearica: il miglior “segreto” dell’underground torinese?

Per i loro 20 anni di storia insieme, gli Stearica hanno deciso di festeggiare al Magazzino sul Po e hanno deciso di farlo alla grande. Insieme a colleghi e compagni di viaggio come Damo Suzuki dei Can e Franz Goria dei Fluxus. 


_di Federica Neri

Il trio torinese torna a scaldare la scena con quattro appuntamenti per questo 20YRS Tour, quattro veri grandi party. I primi due, entrambi a Copenaghen, il 10 e l’11vNovembre. Il terzo, ovviamente, in patria natia – unica data italiana – ai Magazzini sul Po di Torino lo scorso sabato 18, ed infine, l’ultima conclusiva tappa il 25 Novembre all’Electrowerkz di Londra. Inoltre i ragazzi, per fare le cose fatte bene, hanno deciso di registrare un brano apposta per questo evento, intitolato appunto “20YRS”, della durata di 20 minuti e 20 secondi, in cui vengono incapsulati ed espressi i 20 anni di amicizia e musica dei tre. La traccia è disponibile online (con il bellissimo poster serigrafato dai MALLEUS) e ovviamente è stata eseguita a circa metà del loro splendido live, accompagnati dal sax di Eros Giuggia, leader dei Mulbö, nonché chitarra de I Fasti.

Non è un caso che tre di quattro date siano in terra straniera, per una band la cui reputazione è principalmente consolidata all’estero dove addirittura si sovrasta quella ottenuta in patria e non è un caso che che la loro etichetta sia la londinese Monotreme Records. Non è un caso che ad ognuna di questi live abbiano partecipato/ partecipino ospiti di fama internazionale come Damo Suzuki o Scott McCloud con cui la band ha stretto forti legami e collaborazioni. 

Magazzino sul Po, una location perfetta per una band dell’underground sabaudo come gli Stearica. Insolito e precoce è invece l’orario d’inizio del live, comunicato, però, con largo anticipo sui social. Sono circa le 22.00. Forse è relativamente presto contando le (ancora) poche persone presenti davanti al palco, che vengono però accolte da subito con il virtuoso set solista di Scott McCLoud, header del gruppo post- hardcore statunitense Girls Against Boys, che ci riceve come si deve con la sua chitarra post rock e la sua voce ruvida. Dopo questa piccola, intima ma cazzuta introduzione, inizia la performance vera e propria, con l’entrata in scena di Davide, Francesco e Luca assieme al “maestro” Damo Suzuki dei CAN, che già nel primo pezzo esterna perfettamente la sua concezione di musica correlata alla ”Free Energy”, ossia all’improvvisazione legata alle sensazioni.

Quello che ne esce è una prestazione totalizzante, impattante e “importante”. 

Un vero e proprio muro di suono, quello che ci accompagnerà durante tutta la nottata. Già da subito veniamo immersi in una situazione catartica che ci avvolge e ci risucchia e in cui ci rendiamo conto che a volte per esprimerci non c’è bisogno di parole. O almeno, come in questo caso, le parole – che a noi suonano come echi e urli primordiali, assolutamente incomprensibili – non esprimono da sole il significato, ma lo fanno congiungendosi e fondendosi con il brano e creando atmosfere quasi divine, che si farciscono di ritmo in un crescendo adrenalinico.
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Gli Stearica sono prima di tutto una faccenda di ritmo, di vibrazioni. E su questo non ci piove . Ed è difatti quello a cui abbiamo assistito durante tutta la sera, soprattutto in alcuni pezzi noti della band come Right on Time, brano a dir poco – scusate il francesismo – “con la fotta”, in cui le tre entità strumentali ben distinte finiscono per mescolarsi creando un’enorme onda sonora che ti attraversa testa e corpo. O basta citare Halite, dell’ultimo album Fertile, una vera e propria bombetta. Brani enigmatici, a tratti anche oscuri e cupi, come quello della performance con il ben stimato amico e musicista Franz Goria dei Fluxus, pezzo nettamente più legato alle atmosfere post-hardcore tipico di entrambi i gruppi.

Se la band, nata nel ’97 come una power trio strumentale post rock e hardcore, era già conosciuta ed apprezzata per le sue performance contraddistinte da una sezione ritmica molto potente, questo live non ha fatto altro che ribadire e sottolineare l’assoluta energia e il gioco di incastri perfettamente riusciti tra synth, chitarra, drumming e basso. Il tutto unito a un’improvvisazione impeccabile.

Un’improvvisazione tra amici. Niente scalette a terra, niente scalette da nessun’altra parte, solo un bagno di sensazioni e suoni.

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