“The Gashlycrumb Tinies”: l’alfabeto creepy di Edward Gorey

Illustrazioni dallo stile Vittoriano e con uno spiccato senso del macabro: Edward Gorey è un maestro dell’arte del nonsense. The Gashlycrumb Tinies prende gli elementi spensierati del mondo infantile e li converte in episodi violenti e grotteschi. 


_di Miriam Corona

Nel 1963 l’illustratore e autore americano Edward Gorey pubblicò un abbecedario in rima baciata che narra 26 mini-storie macabre, una per ogni lettera dell’alfabeto. Prima di Burton, The Gashlycrumb Tinies definisce quella dimensione in cui la tenera età non è idilliaca e solare, bensì soggetta ad eventuali tragedie o morti violente; non un horror ma un libro scomodo che ironizza spietatamente (seppur in punta di piedi) sull’eccesso di senso di colpa genitoriale.

Tutte le situazioni presentate nel libro, infatti, possono accadere fatalmente anche sotto la supervisione più attenta: quale bambino non potrebbe accidentalmente cadere dalle scale, affogare in un lago, soffocarsi mangiando? Gorey afferma – in tono ironico e grottesco – la “natura sacrificabile” dei bambini (o come li definisce lui – tinies, piccini) o meglio la loro inevitabile vulnerabilità, con un acido sarcasmo che turba, affascina, intriga.

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