[REPORT] Lucca Comics & Games 2017: we can be heroes just for five days

Domenica 5 novembre si è conclusa un’altra edizione di Lucca Comics & Games, la rassegna di fumetti, d’animazione, giochi di ruolo e giochi da tavolo che ogni anno vede il suo pubblico crescere sempre di più. Arrivata alla 51ª edizione, anche quest’anno si riconferma successo nazionale e internazionale, sia guardando ai numeri che, più nello specifico, agli appassionati. Ma non temete: ci vediamo prestissimo, e più precisamente da mercoledì 31 ottobre a domenica 4 novembre del prossimo anno.


_di Lorenza Carannante

Avete mai visto una città adibita a festa, rivoltata come un calzino e ricostruita sui presupposti di una fiera vera e propria? Avete mai visto una Chiesa ospitare coloratissimi stand inseriti in un contesto tutt’altro che Sacro? Beh, anche l’autunno ha la sua isola che non c’è che, come il Napoli COMICON, fa sognare milioni di appassionati, e si chiama Lucca Comics & Games.

Allestita all’interno delle Mura della città toscana, la fiera del fumetto e dei giochi da tavolo, da sempre organizzata a cavallo del ponte dei morti, anche quest’anno è iniziata mercoledì primo novembre e si è conclusa domenica 5, con un picco di affluenza durante i giorni di venerdì e sabato, come di consueto.

L’evento, arrivato alla sua cinquantunesima edizione, ha adottato una delle location in assoluto più congeniali e suggestive per una fiera del genere.

Le Mura di Lucca, infatti, sono quanto di più indicato per parate di qualsiasi tipo, e la cittadina interna, che si sviluppa pianeggiante, offre piacevoli passeggiate tra un padiglione e l’altro. E la cosa più divertente è che nel bel mezzo di uno dei capannoni, come nel caso di quello di piazza Napoleone, ad esempio, ci si può imbattere in una statua, solitamente punto di riferimento per i turisti, ora spartiacque tra i maggiori editori italiani del fumetto. Anche il meteo è stato abbastanza clemente, con piccoli accenni di pioggia solo nelle giornate di giovedì e domenica che non hanno intaccato minimamente l’affluenza. Siamo temerari.

Ogni anno Lucca è costellata di punti sinergici da cui poi si diramano storie.

Una delle piazze principali, Piazza Napoleone, ad esempio, è interamente dedicata a uno dei padiglioni più grandi del fumetto; poi il padiglione San Paolino direttamente sulle mura, e il Japan Village, quest’anno arrivato alla decima edizione, concentrato nell’area est della città. Nonostante si chiami Lucca Comics & Games, però, è indubbio che la maggiore novità dell’edizione di quest’anno sia stato il programma dell’Area Movie, che ha previsto Netflix per la prima volta in fiera con due eventi che hanno riscosso un successo enorme e acclamatissimo: protagonisti indiscussi sono stati Natalia Dyer, Charlie Heaton, Joe Keery e Linnea Berthelsen dal cast della nuova stagione di “Stranger Things, e Sonequa Martin-Green, Jason Isaacs, Shazad Latif e il produttore esecutivo Aaron Harberts, della serie “Star Trek: Discovery. 

Tra gli ospiti, i registi Luca Miniero e Enzo D’Alò, gli attori Simone Liberati e Pietro Castellitto, protagonisti del film “La profezia dell’armadillo” tratto dall’omonima graphic novel di Zerocalcare, presente in fiera. E naturalmente l’anteprima di “Never-Ending Man”, straordinario documentario firmato Kaku Arakawa sul genio assoluto di Hayao Miyazaki, nelle sale italiane a partire dal prossimo 14 novembre.

E restando sempre nell’Area Movie, non facciamo troppi giri di parole e arriviamo subito al dunque: una delle maggiori attrazioni di quest’anno è stata indubbiamente la zona sotterranea dedicata a “Stranger Things, in cui, grazie ad oggetti di scena originali, sono stati ricostruiti fedelmente alcuni set clou della serie, come la sala giochi Arcade, la stanza con le lucine di Natale adibita da Joyce Byers per comunicare con suo figlio Will intrappolato nel sottosopra, il sottosopra stesso, ma soprattutto la possibilità di cavalcare le biciclette dei protagonisti davanti allo scenario apocalittico che sormonta ogni manifesto della serie e che ormai conosciamo e amiamo tutti. La fila per entrare era lunghissima, ma questo ed altro per passeggiare qualche minuto ad Hawkins e respirare l’aria del tanto temuto sottosopra.

Tantissimi gli ospiti di caratura internazionale che hanno preso parte a quest’edizione: da Michael Whelan, che ha curato il progetto grafico del manifesto ufficiale, a Robert Kirkman, creatore della saga a fumetti di “The Walking Dead”, da Raina Telgemeier a Taiyo Matsumoto. 

E poi ancora Gabriele Salvatores, Salvatore Esposito e Ghali, e naturalmente alcuni tra i protagonisti del fumetto italiano, quali Zerocalcare, Gipi e Manuele Fior, in Italia dopo tanto tempo presso lo stand della Oblomov, neonata casa editrice diretta da Igort, anche lui presente durante la fiera. Andando più nello specifico, oltre a “L’ora dei miraggi”, nuovissimo albo di Fior edito da Oblomov Edizioni e presentato durante il Lucca Comics & Games, un’altra novità sicuramente degna di nota è il graphic novel di Patrice Killoffer, autore francese, per la prima volta in Italia grazie alla Coconino Press che ha pubblicato il volume “676 apparizioni di Killoffer”, viaggio allucinante nel mondo in bianco e nero di un autore assolutamente da scoprire. Interessante inoltre la scelta della casa editrice italiana di pubblicare, insieme a lui, anche David B., socio e co-fondatore de L’Association, casa editrice indipendente.

Da segnalare anche le novità presentate in fiera dalla Sergio Bonelli Editore, cui è stato dedicato un padiglione monotematico in piazza San Martino.

Interessante anche l’area dedicata esclusivamente al Grouchomicon, cofanetto esclusivo che raccoglie 13 albi dedicati a Groucho disegnati da altrettanti autori italiani, tra cui Daw, Maicol&Mirco e Zerocalcare (quest’ultimo in occasione del Lucca Comics & Games domenica 5 novembre ha presentato il suo ultimo lavoro, “Macerie prime”, in uscita la prossima settimana). Oltre ai grandi ospiti, il mondo dell’illustrazione e del fumetto è stato celebrato anche con mostre e con lo spettacolo Una ballata per Corto Maltese”, adattamento teatrale del leggendario album di Hugo Pratt “Una ballata del mare salato”, a 50 anni dalla pubblicazione, rappresentato al Teatro del Giglio.

Immancabili, poi, i cosplayers.

È già un po’ di tempo ormai che alle fiere del fumetto viene naturalmente accorpata la sezione giochi, riservata agli appassionati di videogames e giochi di ruolo. Da qualche anno però, in concomitanza con lo spostamento del Napoli COMICON alla Mostra d’Oltremare, questa realtà è andata ingrandendosi sempre di più, lasciando che si ingrandisse di pari passo anche il fenomeno dei cosplay, persone che invadono – letteralmente – la città travestiti come il proprio eroe preferito dei fumetti, dei cartoni animati o dei videogiochi, e da qualche tempo dei telefilm (vedi Stranger Things, ad esempio).

Indubbiamente sono diventati parte integrante dell’intera fiera con spettacoli, parate, concorsi e raduni spontanei, e fanno da collante nell’enorme e indefinito flusso di persone che si riversa in tutti gli angoli di Lucca.

E tutto ciò è semplicemente incredibile poiché se da un lato questo pot-pourri di persone è magnifico per le tantissime sfumature d’interessi, dall’altro risulta stancante. Nonostante questo, però, i momenti che li vedevano protagonisti erano tra i più belli e coinvolgenti in assoluto, come la parata militare a tema “Callo f Duty”, con tanto di veri mezzi bellici della Seconda Guerra Mondiale, realizzata per celebrare il lancio dell’ultimo videogioco Activision, ma anche la sfilata proveniente direttamente dalla Terra di Mezzo, o quella dedicata alle sigle dei telefilm, tutte realizzate in 8bit e diffuse attraverso un gigantesco gameboy per le strade della città. Un bellissimo circuito di personalità tutte diverse, insomma.

In risposta al Comicoff e alla Z.T.A.Zona Totalmente Autoprodotta, ovvero i due spazi che il Napoli COMICON ogni anno riserva alle produzioni indipendenti, il Lucca Comics & Games ha come sempre la Self Area, ma dallo scorso anno con qualcosa di totalmente nuovo rispetto agli altri anni che ha lasciato tutti letteralmente a bocca aperta.

Nonostante la posizione evidentemente non troppo favorevole per la visibilità, ai vari collettivi, tra cui lo Studio Pilar di Roma e Inuit di Bologna, ma anche Attaccapanni Press, vincitore del Premio Guinigi di quest’anno riservato agli autoprodotti con una menzione speciale, è stata riservata una location d’eccezione: la Chiesa dei Servi, suggestiva chiesa sconsacrata in stile romanico, interamente adibita a capannone, ma non per questo privata dei suoi connotati stilistici.

Perfettamente inserita nella sua nuova cornice, la Self Area è stata anche quest’anno luogo di grandi novità e interesse per chiunque sia vicino al fumetto o all’illustrazione, poiché come sempre fonte di enorme stimolo per gli occhi e per il cuore: vedere autori talentuosissimi rendersi così attivi nel settore, tanto da attirare le attenzioni, oltre che di un pubblico giovane, anche dei veterani, riempie l’anima. 

E adesso un po’ di numeri.

Quando si tratta di fiere, e in particolare del fumetto e dei giochi da tavolo, solitamente i numeri sono molto alti, ma nel caso di Lucca Comics & Games non lo erano mai stati come quest’anno. Quella appena conclusa si conferma, infatti, essere una delle edizioni migliori di sempre per biglietti venduti, affluenza e non solo: 700 espositori, 90 location all’interno delle Mura della città toscana, oltre 240 mila presenze da ticketing in cinque giorni. Ma è stata un’edizione molto seguita anche online, considerando che solo sulla pagina ufficiale Facebook di Lucca Comics & Games negli ultimi 7 giorni ci sono stati in media 800.000 contatti giornalieri, con un picco di oltre 2 milioni di contatti nella giornata del 3 novembre, mentre i live condivisi hanno ottenuto oltre 265.000 visualizzazioni. Instagram ha registrato una crescita considerevole durante i giorni della manifestazione, mentre i tweet dell’account ufficiale sono stati ritwittati oltre 5.000 volte. 

In conclusione direi che possiamo ritenerci soddisfatti anche quest’anno, anche se forse bisognerebbe fare qualche piccolo appunto. Di festival di questo genere, soprattutto per quanto riguarda l’ambito del fumetto, ce ne sono davvero pochi in Italia, e sicuramente quello di Lucca è il maggiore per numeri, densità ed eventi. A questo punto sarebbe interessante vedere favoriti, in questi casi, sia da un punto di vista di visibilità che propriamente di spazi, i più piccoli, cioè gli autoprodotti, poiché spesso è proprio dal settore degli indipendenti, i cui prodotti solitamente non possono essere acquistati altrove. Restando nell’ambito del fumetto, quindi, forse ci vorrebbe un festival che comprenda editoria e autoproduzione in egual modo, così da far godere l’uno dell’altra e viceversa, in un aiuto reciproco tra qualità e obiettivi, originalità e spessore culturale. Senza troppa confusione.

Per il resto, il viaggio per Lucca, come detto, è già prenotato anche per l’anno prossimo. 

Comments