[REPORT] Soundmit 2017: tra cavi e tastiere si sono riunite tre generazioni diverse

Il racconto della tre giorni alla Lavanderia a Vapore di Collegno all’insegna delle apparecchiature elettroniche. 


_di Omar Bovenzi

Si è chiusa la prima edizione di Soundmit, unica fiera italiana dedicata al mondo della musica elettronica. Il programma, che si è svolto dalla giornata di venerdì 3 novembre fino appunto a domenica 5 (con il primo giorno dedicato esclusivamente agli operatori del settore) ha inglobato l’ormai classico appuntamento del Torino Synth Meeting, giunto alla sua ultima edizione nel 2016. Se il Torino Synth Meeting era però un qualcosa di forse più “dispersivo”, soprattutto per il fatto di essere gratuito, Soundmit ha attirato per lo più un pubblico strettamente legato alla musica elettronica, sia per passione che professionalmente.

Ecco quindi che uno dei primi ad entrare alle Lavanderie a Vapore di Collegno è stato Davide Dileo, più conosciuto con lo pseudonimo Boosta, tastierista dei Subsonica, artista solista, dj e produttore, che si è trattenuto a lungo allo stand Steinberg, famosa casa tedesca di software per la produzione musicale (fra i quali Cubase).

Uno degli aspetti più interessanti di Soundmit è stata proprio l’interazione fra azienda e utente, sia attraverso la possibilità di toccare (e suonare) con mano synth, drum machine, theremin o qualsiasi altro dispositivo presso i vari stand, sia attraverso i diversi workshop e talk che si sono tenute nei tre giorni.

Si è parlato di VCV Rack (programma freeware per la programmazione di sintesi modulare) con Enrico Cosimi (musicista, compositore, pubblicista e insegnante), il quale ha anche presentato i nuovi prodotti targati Arturia e Moog. Giorgio Sancristoforo (musicista) è intervenuto sulla gloriosa Roland 808 e su come riprodurre quel tipo di sonorità oggi, Gianni Vallino (mastering engineer) su come ottenere i migliori risultati di mastering audio sui diversi formati a nostra disposizione, Franco Fraccastoro (insegnante e sound engineer che ha collaborato fra gli altri anche con Bloody Beetroots) sulla produzione audio, presentando anche diverse novità riguardanti i software Steinberg. Interessanti anche le demo delle novità Novation, tenute dall’inglese Chris Calcutt, e dei mixer modulari Schertler.

Non sono mancate poi le performance live, come quella di Gianni Proietti (sound designer, insegnante e amministratore del canale YouTube gattobus), il quale ha suonato (e improvvisato) set su macchine Roland (azienda con cui collabora da diversi anni), oltre a tenere un workshop sulla programmazione di sintetizzatori polifonici vintage.

Molto interessante il progetto di Salvi Harps, un tentativo di introdurre uno strumento particolare come l’arpa nella musica elettronica. Esperimento che ha attirato l’attenzione di Gino Robair, musicista poliedrico e sperimentale, che ha accompagnato i musicisti di Salvi nel pomeriggio del sabato. L’avanguardista americano è sembrato molto interessato anche al lavoro di Valeria Vito, che con la sua azienda PCNA electronics cerca di avvicinare i bambini al mondo della musica elettronica e dei sintetizzatori.

A chiudere la tre giorni un’importante talk sulla formazione e sullo stato impiegatizio nel settore musicale attuale, tenuta dai professori Marco Masoero del Politecnico di Torino, Andrea Valle del DAMS dell’Università degli Studi di Torino, Marco Re dell’Università di Roma Tor Vergata e Enzo De Sena della Surrey University.

Soundmit ha mostrato un settore vivo, sano, collaborativo, in cui espositori da tutto il mondo si sono confrontati in un clima di scambio reciproco, sia fra di loro che con un pubblico attento e curioso.

Gallery a cura di Omar Bovenzi

Comments