Non è importante capire chi è Liberato

È da mesi che cantiamo e balliamo sott”a luna. Ma chi è Liberato? E com’è andata la sua performance di ieri sera al Club To Club? 

Dopo le tonnellate di hype che hanno preceduto la sua esibizione, ieri sera Liberato è finalmente salito sul palco del main stage di Club To Club. Ad alimentare l’attesa nelle ore precedenti era stato lo stesso artista, che nel pomeriggio aveva postato questa storia su Instagram.

Fughiamo subito il primo grande dubbio di serata: Liberato è rimasto senza identità. O meglio: Liberato è… Liberato! Si, perchè nei 45 minuti scarsi di performance, la voce era inequivocabilmente quella che abbiamo sentito in questi mesi. Ma sul palco si è presentato incappucciato insieme ad altri due guagliuncelli. Quindi niente Calcutta, niente Gigi D’Alessio. C’era anche moltissima curiosità sulla resa live di questo progetto, che nel corso di questi mesi ha fatto prepotentemente breccia nel circuito dell’indie italiano.

A conti fatti, era la sua prima esibizione ufficiale (visto che al Mi Ami aveva “lasciato il palco” a Calcutta, Izi e Priestess): circa tra quarti d’ora di esibizione audio-visiva (pollici all’insù per i visual cosmici di Quiet Ensemble proiettati su un grande cerchio che domina la scena, realizzati in collaborazione con il light designer Martino Cerati) con una cornice di pubblico davvero imponente. Nel Padiglione 1 di Lingotto Fiere c’erano 7mila persone a cantare e ballare sotto le note di “Nove Maggio”, “Tu t’e scurdat’ e me” e “Gagliola Portafortuna”. Non solo: Liberato ha colto la palla al balzo per presentare anche il suo quarto singolo, che probabilmente si dovrebbe intitolare “Perché me stai appennen’?”. Le sue hit suonano ancora più incisive e dritte in pancia, anche e soprattutto grazie all’impianto devastante di cui hanno beneficiato tutti gli artisti nei tre giorni a Lingotto.

Tirando le somme: in uno dei Festival più importanti d’Italia (o forse IL più importante), migliaia di persone (con altissimo tasso di pubblico straniero) si ritrovano, ballano #cheektocheek e cantano in dialetto napoletano all’interno di un ex capannone della FIAT. Torino è liberata. Succede solo a Club To Club.

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