Col vento in poppa: siamo stati al 57° Salone Nautico Internazionale di Genova

Una giornata d’autunno trascorsa nell’antico porto di Genova a sognare ad occhi aperti tra yacht super lusso e vecchi motoscafi in stile James Bond. Il Salone Nautico Internazionale di Genova incanta tra tecnologia e tradizione.


_di Valentina De Carlo

Una tiepido sole settembrino ci accoglie nella caratteristica stazione di Genova Brignole e ci toglie di dosso la brina che ci eravamo portati dalla fredda Torino, regalandoci gli ultimi scorci d’estate. Con un efficiente servizio navetta gestito dal Salone, ci ritroviamo ben presto nell’antico porto della città, dove il luccichio del mare ci abbaglia e ci dà il benvenuto in questa 57° edizione dedicata all’ingegner Carlo Riva. Non appena varchiamo la soglia, ci accolgono tre motoscafi che hanno fatto la storia della nautica da diporto nel nostro paese e nel mondo intero: un Serafino, un Sebino e un Ariston, mitiche imbarcazioni protagoniste della Dolce Vita degli anni ’50 e ’60, tutte rigorosamente firmate Riva.

Si inizia subito a fantasticare, mentre con immagini e video ripercorriamo la storia dell’azienda di motoscafi tra le più famose al mondo. Da un ingegnere di fama mondiale ad un architetto che tutti ci invidiano, Renzo Piano, ideatore del simbolo di questa edizione del Salone: la Piazza del Vento.

Inizialmente pensata come opera temporanea, poi apprezzata a tal punto da diventare permanente, é costituita da 57 pennoni di legno e acciaio strallati tra loro che ricordano gli alberi delle imbarcazioni, su cui fanno bella mostra di sé fiocchi di dacron, richiamo della navigazione a vela, e infine, sulla cima di questi ultimi, i coloratissimi windex, segnavento a forma di fiamma che sventolano alla delicata brezza marina. Se ci si posiziona in un punto strategico di fronte alla piazza, si potrà anche scovare la frase nascosta tra i pennoni, sillaba per sillaba: chi getta semi al vento farà fiorire il cielo.

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«In pochissimo spazio tutto è racchiuso alla perfezione»

Inoltrandoci nel vero cuore del Salone Nautico iniziano le emozioni e i sogni ad occhi aperti, già nel padiglione B dedicato alle imbarcazioni pneumatiche (gommoni) , quelle a carena rigida ed ai motori fuoribordo di ultima generazione, dove protagoniste sono le prestigiose aziende costruttrici quali Ranieri, Jeanneau, Formenti, Yamaha, Suzuki.

Tra chiglie tirate a lucido e motori sezionati per farcene ammirare la complicata composizione, ci avviciniamo verso le banchine e i pontili dove sono ormeggiate imbarcazioni a vela, catamarani, i multiscafi per eccellenza, un tempo relegati nelle acque tropicali del pianeta ed oggi sempre più protagonisti anche nel Mediterraneo, ed infine le navi dei sogni: gli yachts. Questi lussuosi appartamenti galleggianti dotati di ogni comfort e colmi di fascino sono la calamita della manifestazione, visitati sia da potenziali acquirenti, che da sognanti curiosi. Saliamo su Oceanis 45, un piccolo yacht di Benetau e lo facciamo a piedi nudi, come richiesto dalla tradizione nautica. Mentre sfioriamo il legno liscio e fresco della barca, scopriamo micro appartamenti mozzafiato, dove in pochissimo spazio tutto è racchiuso alla perfezione.

Tra la stanza dell’armatore, la più lussuosa, la camera degli ospiti, la cucina e il bagno, ogni angolo ha un’utilità, ogni centimetro è prezioso, dunque “risparmiato” e adeguato alle esigenze. Tutto è studiato per non lasciare nulla al caso (il piano cucina é mobile, libero di ondeggiare seguendo il moto della nave) e non mancano le accortezze per l’arredamento, elegante e moderno, arricchito da tanti piccoli dettagli, come gli oblò nella zona notte, con il letto vista mare. Per concludere la nostra visita, saliamo a bordo di MCY 80 un mega yacht di 26 metri della Monte Carlo Yacht, prestigiosa azienda di Monfalcone, espressione di competenza artigianale autenticamente italiana.

La parola d’ordine è personalità: quella del cliente, che sceglie ogni elemento della sua casa viaggiante, dai materiali, ai tessuti, dagli arredi, ai colori ed ogni singolo particolare, sia tecnico che estetico. A prua troviamo le stanze dell’equipaggio, composto da 3 persone, la cucina per la preparazione dei pasti, e le camere di armatore e famiglia, tutte rifinite di pregiati materiali, compresa una morbidissima moquette. A poppa abbiamo le zone notte di V.i.p. da una parte, e ospiti dall’altra, mentre al piano di sopra il salone e la terrazza di poppa possono ospitare fino a 25 persone nelle sontuose feste al largo.

Nel nostro sali scendi da queste perle del mare, ci siamo intrufolati nel mondo della nautica di estremo lusso e di cifre a sei zeri, tra passatempi chic e design à la page, tra richiami alle antiche tradizioni della vela e sofisticate strumentazioni di bordo, ma senza mai perdere di vista il vero protagonista di questo universo. È colui che detta le regole del gioco, sottomettendo al suo volere anche i colossi più audaci, colui che stabilisce i limiti e che regala emozioni e paure, colui senza il quale nulla sarebbe possibile, nemmeno la vita: il mare.

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