Nuit: le ombre danzano alla Lavanderia a Vapore

Una notte per tornare indietro nel tempo, a quando l’oscurità era infranta solo dalle fiammelle delle candele. Una notte per farsi incantare dall’antica arte della giocoleria, che fusa insieme alla danza diventa linguaggio arcaico e universale. Una notte per assaporare la magia del mistero. Semplicemente una Nuit.


_di Valentina De Carlo

Vi ricordate quando da bambini guardavate a naso in sù il giocoliere che vi incantava con il roteare vorticoso delle sue palline, tanto che vi stupivate di come non gli cadessero mai? E del mago che con una piccola innocente magia vi lasciava senza fiato, ve lo ricordate? Tutto questa meraviglia la possiamo rivivere con aria trasognata anche da adulti, quando la passione e il talento di alcuni giovani artisti si intrecciano con l’arte antica della giocoleria. Lo spettacolo di danza Nuit della compagnia francese Collectif Petit Travers, inserito nel programma del Torino Danza Festival, é lo scrigno che racchiude una luminosa bolla di magia in un breve, ma affascinante scorcio danzante.

Dall’ 11 al 15 ottobre nella cornice suggestiva della Lavanderia a Vapore di Collegno, va in scena, come prima italiana, la discesa nei contorni sfumati della notte del titolo.

I tre ballerini, che sembrano appena usciti dalle pagine di un romanzo settecentesco, si inoltrano nel silenzio e nel buio e cercano di comunicare attraverso due linguaggi universalmente comprensibili: quello della danza e quello della giocoleria.

Due linguaggi tanto spontanei quanto comunicativi, capaci di arrivare direttamente al cuore delle emozioni, quelle arcaiche e primitive, quelle che nascono nelle notti buie, che possono essere popolate da sogni e talvolta da incubi. La luce, il buio, il bianco, il nero, il silenzio, il rumore.. sono gli elementi che si alternano in questa notte misteriosa, che trascorre lentamente sulle note trascinate e raschianti della musica degli archi, mentre personaggi curiosi popolano le fantasie oniriche, spuntando qua e là da porte e finestre, da affacci su un mondo che è tenuto fuori da questa notte interiore. Palline, palline bianche ovunque che sfidando le leggi della fisica e tracciano disegni nell’aria stuzzicando l’immaginazione e facendoci vedere quello che forse, senza saperlo, stavamo cercando.

Candele e candelabri argentei si muovono da soli, spinti da una misteriosa aria magica che ci stupisce ancora, che scombina i piani, che mette sottosopra i pensieri.

E le parole non servono più, in questa drammaturgia senza copione, fatta solo di gesti e di stupore, laddove anche una sola parola sarebbe superflua e finirebbe per spezzare l’incantesimo Una notte rovesciata, dove tribù, greggi e sciami, si intrufolano tra le lenzuola, mettendo in discussione ogni certezza, ogni verità e ogni ordine, andando a rovesciare propositi e creando qualcosa di totalmente inaspettato. Inseguiamo così le scie luminose che ci ipnotizzano e i passi sinuosi e leggeri dei giovani danzatori che sembrano appartenenti a corpi senza peso, mentre i pensieri corrono via veloci verso altri cieli, altri mondi, altre notti.

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