Dalla cantina alle miniere: un brindisi con Eli Brut Rosé

Mauro Camusso e il suo staff, insieme ad Alessandro Felis, organizzano un pomeriggio nella culla del nuovo spumante metodo classico che, dalle cave di talco in località Paola di Prali, passa alle tavole più raffinate da ottobre 2017.


_di Giorgia Bollati

Mentre il sole estivo tramonta, si chiudono le vendemmie e le viti si preparano per i mesi di riposo, tra gli ultimi e tiepidi raggi e le prime foglie rosse. Quale momento migliore, allora, alle porte della stagione delle cene nel tepore casalingo, per festeggiare il nuovo nato di casa L’Autin? Il 2 ottobre Mauro Camusso, con l’assistenza di Alessandro Felis, ha prima accolto i suoi ospiti in cantina per un ripasso degli altri profumati membri della famiglia (Pellengo, Verbian, Cupa d’Or; Gemma Vitis, El Merlu, Finisidum, Rubellus, Eli Brut e Passi di Gio) e poi li ha accompagnati alle porte del sacro rifugio dei suoi spumanti, le ex miniere di talco della Valle Germanasca.

In tali gallerie, Gianfranco Cordero e Francesco Beccaria, enologi dello staff, custodiscono le bottiglie in totale assenza di luce e alla temperatura costante di 10°C, le condizioni ideali per l’affinamento grazie alle quali il Pinot nero in purezza acquisisce il particolare bouquet.

Caschetti e scarpe comode: questo l’equipaggiamento fondamentale (corredato, grazie al cielo, da una mantellina contro freddo e umidità, che non mancavano) per passeggiare tra le rocce della cava, scavata dai minatori a suon di dinamite. È bastato un piccolo assaggio del cuore della montagna per assaporare la durezza della vita nella sua umida oscurità, dove, in passato, le sole luci erano generate dalle torce dei lavoratori e dagli stoppini accesi prima delle esplosioni. Tornati all’aria aperta dopo il giro sul trenino delle gallerie, i fortunati invitati hanno trovato ristoro tra i calici del neonato Eli Brut Rosé, versione rosata dello spumante metodo classico, (a confronto con Rubellus, l’altro rosé di casa L’Autin) e i piatti preparati da Walter Eynard, chef del ristorante torinese La Cloche 1967.

Ottimo accompagnamento alle fresche bollicine sono stati i salumi e i formaggi serviti dai ragazzi dell’Istituto Alberghiero Bellisario Paire di Barge, e poi ancora le frittate di erbe e di funghi, le orecchiette di maiale fritte e i pescetti fritti, seguiti dalla cremosa torta valdese e dalla pasticceria secca.

Un pomeriggio dedicato al sorgere di una nuova stella nel cielo L’Autin, esaltata dal buio dell’antro in cui per 30 mesi si perfeziona, fino allo splendore di un atteso brindisi come quello avvenuto insieme a Mauro Camusso e alla sua famiglia all’ombra della montagna.

Comments