Alla scoperta del nuovo circo della FLIC

Una breve introduzione alla FLIC Scuola di Circo, nuova e originale espressione di un circo che sfida la consuetudine e traccia nuove linee di ricerca nella contemporaneità.


_di Silvia Ferrannini
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Nel mese di luglio di quest’anno ben 103 ragazzi e ragazze hanno preso in spalla zaini, attrezzi e aspirazioni e, partiti da 20 nazioni diverse, si sono recati alle audizioni della formazione FLIC a Torino. In effetti nelle ultime quattro stagioni il 60% degli allievi proviene dall’estero, e la metà addirittura da fuori Europa. Da dove proviene questo entusiasmo?
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COS’È LA FORMAZIONE FLIC E PERCHÉ VALE LA PENA SEGUIRLA
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Fondata nel 2002, riconosciuta a livello europeo dalla FEDEC (Federazione Europea delle Scuole di Circo Professionali) ed è socio fondatore della FISAC (Federazione Italiana delle Scuole di Circo), FLIC Scuola di Circo si è posta fin da principio in direzione ostinata e contraria rispetto al circo classico. Il che, si badi bene, non significa assolutamente che volti le spalle alle consuete pratiche circensi: semplicemente le rilegge in chiave autentcamente contemporanea, a partire dal cosciente e solido possesso di metodi e discipline già codificate e dalla voglia di elaborare, tentare, mettere in discussione, in nome di un’Arte davvero (per)formativa.
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Il quadro è facile da comporre, se si prendono le mosse da alcune direttive fondamentali: ricerca, fisicità, dialogo con se stessi e gli altri. Ogni allievo deve cominciare semplicemente dalle proprie membra e le dispiega in tutte le loro possibilità espressive, emozionali, materiali: nella FLIC non si parte dalle teorie sul linguaggio circense ma dagli stessi elementi che le costituiscono. Il corpo è il primo idioma che l’artista deve padroneggiare – da qui, il circo smette di essere svago e diviene creazione.
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Ecco allora questo particolare metodo artistico-formativo richiede all’artista un arduo percorso di restituzione a se stesso, concomitante a una ricerca della segreta eloquenza del proprio fisico. Forti del supporto artistico e didattico che la scuola fornisce, questi giovani si aprono ben volentieri innovativi passaggi verso il “nuovo circo”. L’internazionalità è uno dei tanti riflessi del prisma: si accoglie ogni materiale, ogni ispirazione che s’annida nel bagaglio culturale e artistico dell’allievo e si fa genuino spettacolo.
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Non stupisce allora che nell’ultima stagione 11 su 23 allievi del secondo anno sono stati selezionati per proseguire la formazione in alcune delle migliori università internazionali di circo contemporaneo e danza: l’École de cirque de Québec in Canada, il CNAC – Centre national des arts du cirque di Châlons-enChampagne, la Académie Fratellini di Parigi e Le Lido – centre des arts du cirque de Toulouse in Francia, la Doch – University of Dance and Circus di Stoccolma, l’ESAC – Ecole Supérieure des Arts du Cirque di Bruxelles, e la SEAD – Salzburg Experimental Academy of Dance.

«Il corpo è il primo idioma che l’artista deve padroneggiare:
da qui, il circo smette di essere svago e diviene creazione»

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DOVE ANDARE?
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Allo Spazio FLIC, naturalmente. Questo il nuovo centro della Scuola di Circo di Torino, ricavato nel 2015 all’interno di un ex hangar industriale nel quartiere Barriera di Milano che ospita il progetto culturale Bunker, oggetto negli ultimi anni di rigenerazione e aggiornamento urbani. Un open space di 700 mq che da luglio 2016 la scuola ha ulteriormente trasformato rendendola davvero una sala di pubblico spettacolo, allestito con attrezzature scenotecniche e illuminotecniche idonee. Un luogo che è allo stesso tempo creativo, performativo e divulgativo, per una ricerca artistica sul “nuovo circo” più che mai viva: di giorno è sala di allenamento, la sera si trasforma in un’accogliente sala spettacolo.
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UN PICCOLO BENVENUTO
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A inaugurazione della nuova e intensa stagione Stevie Boyd (docente di discipline aeree al FLIC e in molte altre scuole europee, co-fondatore e interprete con Giada Negroni della compagnia DueDa) porta 23 ragazzi della scuola sul palcoscenico con lo spettacolo Passaggi e chiede loro di compiere una ricerca su alcuni estratti di libri che li ispirano e rappresentano: stralci, parole, suggestioni di testi che smuovono i mondi interiori dei ragazzi.
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Tali frammenti sono stati messi poi in scena attraverso il linguaggio circense, dal movimento di un singolo corpo alla coreografia collettiva: palo cinese, roue cyr, corda lisse, trapezio, scala d’equilibrio, acrobatica, danza, giocoleria e mano a mano sono solo alcuni degli strumenti di cui i ragazzi possono servirsi per dinamicizzare il loro lavoro ed entrare a contatto con nuove idee. A ben vedere, il gioco è semplice: questione di talento naturale, in tutto e per tutto.

Clicca qui per il sito di FLIC – Scuola di circo | Reale Società Ginnastica di Torino

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