Noia, odio, gelosia, invidia: come rapportarci ai nostri “sentimenti al negativo”?

Doppiozero cura un’atipica rassegna al Circolo dei Lettori, ispirata alla ricerca delle origini della storia e dei perché di alcune pulsioni umane percepite come “negative”. Abbiamo partecipato al primo incontro e vi raccontiamo i prossimi appuntamenti. 

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_ di Beatrice Brentani

“L’uomo aspira a vivere i sentimenti positivi, ma è incuriosito da quelli negativi.  Vuole sapere cosa sia l’odio e perché viene concepito come l’opposto dell’amore, perché nasce l’invidia, la gelosia, che ruolo rivestono.  Si può dire di conoscere queste pulsioni dell’animo solo per averle provate?  Come sorgono, perché si sviluppano?
Quattro studiosi e ricercatori guidano alla scoperta del negativo che abita tutti, attraverso la storia umana e culturale di alcuni dei principali sentimenti.”

 

Questo si scrive sul sito www.circolodeilettori.it a proposito di Sentimenti al negativo, corso promosso dalla rivista culturale Doppiozero.
Abbiamo sbirciato l’andamento del primo incontro, svoltosi mercoledì 27 settembre dalle ore 18 alle ore 19.30 presso la Sala Grande del Circolo dei Lettori: Marco Belpoliti, saggista e scrittore, oltre che direttore editoriale, insieme a Stefano Chiodi, di Doppiozero, ci ha guidati all’analisi della nascita e degli sviluppi del sentimento della NOIA.
Partendo da una chiara e semplice definizione del termine come “stato d’animo e tonalità affettiva”, Belpoliti ha riflettuto ad alta voce sulla poliedricità degli aspetti di questo sentimento così poco studiato e rimasto, per così dire, in una “nebbia” sospesa e confinante con moltissimi altri sentimenti già ben noti, quali insoddisfazione, vuoto, indifferenza, tedio, pigrizia, male di vivere, disgusto, nausea, ecc.

Ripercorrendo la storia della parola e i numerosi tentativi di spiegarne i motivi e le dinamiche di sviluppo e di comprensione del suo significato, Belpoliti ha nominato grandi figure di scrittori e filosofi recenti e passati: da Heidegger a Moravia, da Pascal a Barthes, da Leopardi a Baudelaire.
La noia è lo spleen odierno, il taedium vitae di cui tanto spesso Seneca scrisse e che ci spinge, sotto certi aspetti, a smuoverci e a compiere grandi imprese creative. In questo senso, la noia non è nemmeno un sentimento negativo allo stato puro, ma una tonalità affettiva che determina la nostra metamorfosi da esseri che “sopravvivono” a individui dotati di pensiero e dunque capaci di riflettere sulla propria condizione esistenziale. Tale aspetto ci divide dagli animali: la capacità di pensare al nostro Io.

Discorrendo di temi per lo più psicologici e filosofici, Belpoliti è anche arrivato a collegare il sentimento della noia con moltissimi problemi con cui spesso i giovani del XXI secolo hanno a che fare: il problema dell’avere troppo tempo a disposizione, per esempio, o una condizione troppo agiata, o una piattezza emozionale che, favorendo la noia, spinge, per tentativo di contrastare il suo crescere, alla continua ricerca di sensazioni forti, quali droghe, alcool e violenza.

I prossimi incontri saranno curati da altri tre grandi studiosi e scrittori: Pietro Barbetta, Anna Stefi e Nicole Janigro.
Qui il programma:

→ mercoledì 4 ottobre ore 18-19.30: ODIO
Altra faccia dell’amore, l’odio è una forma di masochismo, derivato dall’invidia, che passa per l’ammirazione negata verso chi possiede quanto ci manca.  Fra le diverse tipologie, c’è quello mafioso, conseguenza di educazione all’indifferenza; il camorrista, passionale e crudele.  E ancora, l’odio politico, che produce l’agglutinazione del soggetto alla causa, dal gesto eroico al martirio.

Con Pietro Barbetta_direttore del Centro milanese di Terapia della famiglia, insegna Teorie psicodinamiche all’Università di Bergamo.Ha pubblicato, tra gli altri, Anoressia e isteria (Cortina), Figure della relazione (ETS), Follia e creazione e La follia rivisitata con Mimesis.

Pietro Barbetta

→ mercoledì 11 ottobre ore 18-19.30: GELOSIA

Difficile confessare la gelosia, difficile superare la vergogna dovuta a una mancanza di fiducia nel proprio valore.Qualcuno la giustifica come sorella buona dell’invidia: l’amore non rende tutti un po’ più fragili?Letto come sentimento negativo rivela l’esigenza di possesso e la dipendenza dall’altro, ma è forse possibile pensarla capace di illuminare qualcosa?

Con Anna Stefi_docente di filosofia, è caporedattrice di “doppiozero” e redattrice della collana Riga di Marcos y Marcos.  Ha curato la bibliografia del Meridiano Gianni Celati. È in pubblicazione un volume curato con Marco Belpoliti e Mario Barenghi su Primo Levi (Marcos y Marcos).

→ mercoledì 18 ottobre ore 18-19.30: INVIDIA

L’invidia, che tormenta chi la prova ed espone chi non la conosce, per andare in scena ha bisogno di un teatro relazionale.  Ancestrale e onnipresente, in un mondo che dichiara sia il diritto all’uguaglianza universale sia la competizione di tutti contro tutti, può diventare una forza di emulazione o di distruzione, ma anche indicare una possibilità di trasformazione.

Con Nicole Janigro_psicoanalista junghiana, insegna a Philo.Collabora con “Rivista di Psicologia Analitica” e “doppiozero”, è direttore editoriale di “Frenis zero”.Ha curato La vocazione della psiche (Einaudi) e scritto Psicoanalisi.Un’eredità al futuro (Mimesis).

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