La saga di Piolin e altre curiosità sull’indipendentismo catalano

Alcuni fatti curiosi e divertenti che si svolgono nel contesto dell’indipendentismo catalano, tra padelle, bombe d’acqua e Titti come Che Guevara.


_di Roberta D’Orazio

Lo scopo di questo scritto è il puro intrattenimento. Pur facendo apertamente riferimento a fatti realmente accaduti nel settembre 2017 a Barcellona, nel contesto del referendum per l’indipendenza della Catalogna, questo scritto non intende schierarsi né da una parte né dall’altra. La presente comunicazione vuole inoltre raccontare un punto di vista al tempo stesso interno – quello di una giovine donna residente a Barcellona, e che per tanto assiste ai fatti – quanto esterno, essendo la narratrice non coinvolta direttamente né nel sentimento indipendentista né in quello nazionalista.

La saga di Piolin

Il 22 settembre 6000 agenti della Polizia Nazionale raggiungono il porto di Barcellona a bordo di una grande nave da crociera che non possa di certo inosservata. L’imbarcazione infatti è decorata dall’effigie di alcuni dei più popolari personaggi della Looney Tunes, ovvero Daffy Duck, Will il Coyote e il canarino Titti, chiamato in terra iberica Piolin.
La stravagante scelta, giustificata dalla capienza del mezzo, porterà i giornali nazionali a dover specificare che non si tratta di una notizia divulgata da El Mundo Today, corrispettivo ispanico del nostro Lercio. Sui social l’ironia non tarderà a travolgere le guardie giurate: “Oh, oh! Mi è sembrato di vedere un’indipendentista!” twittano i più.

La Warner Bros., infastidita dall’utilizzo improprio delle icone, reclama i diritti d’immagine sul pennuto, e il Governo Centrale emana un’ordinanza che prevede la copertura dell’immagine di Piolin mediante l’apposizione di enormi teli. L’hashtag #freepiolin è la conseguenza logica. Anche questa volta la Spagna fa un passo indietro e decide di rimuovere i teli che, secondo la comunicazione ufficiale, impedivano l’ingresso di aria e di luce nell’alloggio temporaneo degli agenti, e il compagno Piolin, in tutta la sua gialla fierezza, torna finalmente libero. Il canarino si trasforma così in una sorta di Che Guevara con il becco, simbolo del movimento indipendentista e centro di vari dibattiti tanto seri quanto ilari anche tra esponenti politici, come risulta evidente dal tweet del parlamentare Gabriel Rufián.

La app per appuntamenti tra catalani

Proprio in questi giorni focosi di tracimante passione politica, Vice España pubblica un articolo su GentComTu!, un’applicazione affine a Tinder il cui criterio fondante è quello di metterti in contatto con persone simili a te. L’aspetto raccapricciante è che la somiglianza a cui si fa riferimento è di natura perlopiù territoriale. Requisito fondamentale per potersi iscrivere all’applicazione è quello di essere nati su suolo catalano, come spiega lo stesso motto: “Conosci nuovi amici e trova il tuo partner nella tua lingua!”. Un’interpretazione quasi letterale di un verso di “Gent normal”, cover di “Common People” dei Pulp a cura dei Manel, in cui si dice appunto: Vull dormir amb qui dormen els altres. Ficar-me al llit amb gent normal com tu”. (Voglio dormire con coloro con cui dormono gli altri. Ficcarmi nel letto di persone normali come te.)

Non c’è che dire, la app in questione rappresenta un progetto di eugenetica a dir poco impeccabile.

Padelle indipendentiste

Quantomeno finora, la più efferata delle violente proteste (di cui si sono riempite le pagine della stampa italiana in seguito agli arresti in seno al governo indipendentista) consiste nella cacerolada. Si tratta di una riunione di condominio che si effettua nelle varie terrazze dei palazzi. Gli indipendentisti, armati di padelle, pentole e cucchiai di legno, torturano finemente l’udito degli astanti di casa armeggiando le stoviglie allo scopo di produrre rumori che richiamino l’attenzione sulla loro rivendicazione. Al punto tale da costringere noi vicini di casa a dichiarazioni come: “Per favore, date loro il referendum, l’indipendenza, tutto ciò che chiedono.”. Nella speranza di non saltare dalla padella alla brace.

Singolare la protesta svoltasi la notte del 23 settembre nel Raval, il più problematico dei quartieri centrali di Barcellona, affetto dal problema dei narcopisos, ovvero appartamenti che funzionano come veri e propri negozi di droga. I residenti, stanchi di tutti i disagi connessi a tale commercio, sono scesi per le strade unendo le due cause, al grido di “No ai narcopisos, vogliamo l’indipendenza.”

Il bazooka d’acqua

A tali provocazioni, il Ministro degli Interni risponde inviando a Barcellona, allo scopo di contenere le probabili sommosse, un furgone contenente un cannone d’acqua. Un acquisto, effettuato tre anni fa da parte del Governo Centrale, che è sempre stato piuttosto discusso, e che non è mai stato utilizzato finora. Le comunicazioni ufficiali provenienti da Madrid rassicurano la cittadinanza rispetto al fatto che anche stavolta non si prevede che il potente getto d’acqua venga sparato sulla folla, trattandosi solo di una misura preventiva. Tuttavia, qualora decideste di visitare la capitale catalana proprio il 1 di ottobre, giorno in cui l’osteggiato referendum è previsto, consigliamo di armarvi comunque di Superliquidator.

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