Nove stanze per mille sogni: la Stagione 2017-2018 dell’Orchestra Filarmonica

L’orchestra torinese sceglie, per il suo 25esimo compleanno, di festeggiare con una stagione davvero innovativa, tra giochi intellettuali e ludici insieme, invenzioni e confronti con il passato.


_di Silvia Ferrannini

 
Quando un’edificio è delicato come una melodia, è bene curarne le preziose fondamenta: stanza per stanza, dentro una costruzione ardita che non si sa bene come stia ancora in piedi, eppure resiste all’erosione del tempo e ai capricci del gusto. Nelle stanze ti accomodi, ti alleni, ficchi il naso, t’incanti, ti lasci semplicemente andare. Ognuna ha la propria funzione, e non può esistere senza l’altra: come in un mazzo di carte, la si può giocare singolarmente, ma rimarrà sempre una parte fondamentale dell’insieme.
 
L’Orchestra Filarmonica di Torino per i suoi 25 anni quest’anno lancia una sfida che è anche un gioco, ma non c’è da temere: il punto d’arrivo è sempre casa.
Nine Rooms è il concept che Michele Mo (presidente e direttore artistico) Giampaolo Pretto (direttore musicale) e Gabriele Montanaro (assistente alla direzione artistica) hanno scelto per la stagione 2017-2018, firmata per la prima volta interamente come team artistico di OFT: ogni tanto una verniciata con colori e idee nuove mostra meglio quel che si era, senza rinunciare a illuminare ciò che si è oggi.
 
Si aprano le porte, dunque, e si acceda all’Ingresso: che cosa si può mettere se non un portaombrelli e due ouverture? In perfetto stile italiano vi accoglierà Schubert e le cattedrali nelle brume scozzesi evocate da Mendelssohn.
 
Balugina lievissima nello Studio la luce della lampada che Bach aveva accanto a sé mentre componeva la monumentale Arte della Fuga. Preludi, fughe, contrappunti si rincorrono e mostrano quanto sia facile fare giochi di prestigio con la musica. Intanto, altri autori (Vivaldi e Beethoven fra gli altri) osservano e prendono appunti.
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Finalmente ci si raduna sul sofà e si chiacchiera del più e del meno: nel Salotto si mescolano Lieder brahmsiani e piccole provocazioni jazz. E quando incalza la fame, via in Sala da pranzo: Telemann sta già allestendo una suite d’antipasti… e Haydn la portata principale.
 
Se avete esagerato con i manicaretti, Bernstein e Gershwin v’invitano al loro match point nella Palestra: a fare il tifo con voi ci saranno due ospiti d’eccezione, Johann Baptist Georg Neruda e Paul Hindemit. Ma dopo tanti muscoli ed energie, Mahler suggerisce di andare ad ammirare le rose del suo Titano nella Stanza dell’amore: di sinfonie scarlatte ed ensemble da camera, Mahler aveva proprio a cuore il suo mazzo (sistemato, montato, ricomposto più e più volte) che ora ci porge con tutta la tenera umiltà dell’innamorato.
 
Se c’è uno spazio a cui la musica sa conferire un respiro davvero umano, quello è il ricordo. A passo felpato su in Soffitta, e dalla porta socchiusa sentirete la languida viola di Britten annunciata dagli archi di Hindemith. Poi arriva Čajkovskij e spalanca le finestre: è l’ora dei suoi archi, è l’ora del Souvenir de Florence!
 
C’è poi l’infanzia, naturalmente. Una gioventù che per Stravinskij ha sicuramente il volto di Pulcinella; per Schubert ha la partitura di un’ouverture e per Haydn… beh, Haydn si unisce al girotondo e basta. In una Stanza dei giochi ogni ispirazione va inseguita e assecondata, anche quando esce all’aperto: ed ecco nel Giardino d’inverno che Strauss fischietta una Romanza, Šostakovich presagisce il dolore ma lo previene con un violoncello, Čajkovskij fantastica in mezzo al candore di una neve che si scioglierà lentamente in timida primavera.
 

Tra generazioni che s’accavallano e alchimie tra passato e presente, la Stagione dell’OFT stuzzica la curiosità di ogni tipo di ospite, dal più restio a quello ormai “di casa”.

E il giro si triplica con le prove generali al Teatro Vittoria (ogni domenica alle ore 17) e le prove di lavoro mattutine presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro (ogni sabato alle 10): si potrà gettare uno sguardo dietro le quinte e seguire la nascita di uno spettacolo dalle prove fino alla prima alzata di sipario a tu per tu con direttori e artisti. A ciò si aggiunge un’inedita collaborazione con il Circolo dei Lettori, dove avranno luogo i cinque incontri di Leggere la Classica, alla scoperta dei mondi e dei sogni dei grandi autori della musica classica.
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«Una Stagione fresca, colorata, piena di ammiccamenti e intese che sono le stesse vissute insieme nell’elaborarla. Ringrazio Giampaolo e Gabriele per quest’avventura forse unica, sicuramente fuori dagli schemi; ma OFT da sempre ama essere un po’ anticonformista»  –  afferma Michele Mo, Presidente di OFT dal 2005 e dal 2009 anche componente del Consiglio di Amministrazione di Sistema Musica.
 
Forte del patrocinio della Città Metropolitana di Torino e del sostegno di Compagnia San Paolo, Fondazione CRT e da altri sponsor privati, l’OFT propone diverse formule d’abbonamento, tra cui “I Magnifici 5” e “Abbonamento al buio” (per vedere nel dettagli: www.oft.it/biglietteria) e lancia una nuova linea di comunicazione: la distribuzione del materiale a stampa sarà molto più capillare, per diffondere un programma che non è solo strumento informativo ma anche piccolo oggetto da conservare (grazie alla grafica curata dallo studio Mood e arricchita dalle illustrazioni di Gabriele Mo).
 
«In questo particolare momento storico potersi e volersi assumere la “responsabilità delle idee” è un atto di sfida culturale e sociale che ritengo imprescindibile» afferma Gabriele Montanaro. «Poterlo fare in un ambiente unico come quello dell’OFT lo ritengo un privilegio raro».
Photo credits: Bepi Ghiotti 

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