Senti come Sónar

La prima puntata del nostro best of degli eventi estivi a Barcellona inizia da un appuntamento imperdibile per gli appassionati di elettronica di tutto il mondo: vi raccontiamo l’edizione 2017 del Sónar Festival. 


_di Roberta D’Orazio

Nonostante sia presto per la malinconia estiva, mancando ancora un periodo piuttosto generoso per la fine della bella stagione – e ancor più nella soleggiata Barcellona – da qualche tempo ci sentiamo già orfani. Per quanto le proposte di intrattenimento nella capitale catalana siano infinite, quattro sono i grandi festival che abbiamo atteso con fervore durante l’inverno temperato, scaldato dalla promessa di una stagione indimenticabile.

Così, trascorsi i giorni del Primavera, del Sónar, del Vida e del Cruilla, noi dipendenti dalla musica ci sentiamo un po’ orfani. Ed è per questo che, nonostante il tempo trascorso, desideriamo ripercorrere con la memoria i momenti per cui vale la pena di immergersi a capofitto in queste esperienze che valicano di gran lunga i confini sonori.

Oggi tocca al Sónar, e alle ragioni per cui consideriamo che l’edizione 2017 abbia riconfermato gli alti standard che rendono questo festival un appuntamento imperdibile per gli appassionati di elettronica in Europa e nel mondo.

Il capillare lavoro di diffusione della cultura digitale e l’amore per la città

L’eco del Sónar si estende ben oltre i confini dei main events, con iniziative spesso gratuite diffuse tra i vari centri culturali di Barcellona, in una sinergia radicata e vincente con la città, che amplifica e diffonde l’amore per le arti digitali. Il festival si trasforma così in un’esperienza fruibile su livelli differenti e per questo inclusiva, permettendo all’utente di scegliere se godere di una festa che dura fino alla mattina o se perdersi nella complessa bellezza dell’esposizione dedicata al lavoro di Brian Eno, solo per citare un esempio, o nella fascinosa interattività della mostra curata dalla stessa Björk, o ancora se sedersi ad ascoltare una delle numerose conferenze sul tema. O fare quantomeno il tentativo – reso complesso dalla varietà e dalla vastità delle proposte – di approfittare il più possibile di tutto ciò che il Sónar ha da offrire.

La diversificazione della proposta

Abbiamo già definitivo il Sónar un festival inclusivo (e torneremo a ripetere il termine in ulteriori paragrafi di questo testo, essendo la cifra distintiva dell’evento). È banale da dire, ma nelle ovvietà risiede spesso la misura del vero. Se non si può negare che, pur all’interno dello stesso genere, possa essere rischioso accostare artisti profondamente differenti, bisogna pur ammettere che il Sónar ci riesce piuttosto bene, dosando bene tempi e orari in modo da creare da una parte fasce tematiche che permettono al pubblico di fruire di esperienze coerenti, ma lasciando sempre spazio alla scoperta delle differenze. In particolare, un festival che sceglie di includere nel proprio cartellone il folk elettronico di Juana Molina e la house francese dei Justice costituisce in partenza una scommessa vinta.

Un festival inclusivo (l’abbiamo già detto?)

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Una foto che vale qualsiasi discorso. Tutti gli spazi scelti per il Sónar festival sono stati pensati per poter accogliere le esigenze di qualsiasi ospite.

Il timing perfetto

Nel resto d’Europa è normale, ma da italiani ci stupiamo sempre di come un concerto il cui inizio è indicato per le ore 21.00 inizi effettivamente alle ore 21.00. Grazie Sónar per avercelo ricordato.

Ballare con The Black Madonna fino al sorgere del sole

Vincitrice indiscussa dell’edizione 2017 del Sónar è l’eclettica e intensa The Black Madonna. Non solo i suoi mix ci hanno definitivamente conquistato: Marea Stamper ha ballato continuamente con il suo pubblico, regalando sorrisi e dimostrando un’apertura verso gli altri spesso assente nei djs. Impagabile, alle sei del mattino, la magia di sorprendersi all’arrivo del sole (è già finito tutto? È durato ore o cinque minuti) mentre a Barcellona si scrive il futuro della cultura dei club. E noi continuiamo a ballare.

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