Chasing Ice: il documentario di Netflix che racconta la fragilità del ghiaccio

Disponibile anche su Youtube, il documentario sullo studio di James Balog è la prova più convincente e straziante degli effetti del riscaldamento globale sui ghiacciai del pianeta. Un colpo al cuore necessario per riflettere sul ruolo e sulle responsabilità del genere umano.


_di Nicola Bovio

James Balog è un fotografo laureato in geomorfologia impegnato dagli anni ’80 a comunicare, tramite immagini, il rapporto tra uomo e natura. Dopo aver iniziato con foto di animali cacciati e in via di estinzione si è successivamente dedicato alle foreste mai contaminate dalla presenza dell’uomo, cosiddette “foreste vergini”, e infine ai ghiacci.

Risultato dell’ultimo oggetto dei suoi scatti è l’Extreme Ice Survey, un progetto che ha l’obiettivo di sensibilizzare il mondo al tema del riscaldamento globale. L’E.I.S. ha visto la luce nel 2007 ed è il più ampio studio sui ghiacciai basato su fotografie mai realizzato. Il particolare connubio tra arte e scienza di Balog ha contribuito alla produzione di diverso materiale prima pubblicato da National Geographic, poi inserito nel documentario Extreme Ice, fino all’uscita nel 2012 di Chasing Ice. Presentata al Sundance, l’opera di Jeff Orlowski testimonia la parte più difficile dello studio: l’installazione di 24 macchine fotografiche in postazioni fisse collegate a dei timer. L’intento è quello di scattare continuamente per cinque anni il fronte di alcuni ghiacciai in Islanda, Groenlandia, Alaska e Montana per documentarne la ritirata con l’ausilio del time-lapse.

James Balog on stranded channel in Survey Canyon, downstream of moulin.

Il lungo lavoro non è privo di difficoltà: tra problemi tecnici e fisici di Balog e le postazioni da raggiungere che sono in alcuni dei luoghi più inospitali del pianeta. Le lunghe spedizioni del gruppo di lavoro di Balog offrono allo spettatore l’opportunità di godere di scenari naturali meravigliosi e senza fiato con la consapevolezza che non saranno probabilmente mai più visti da un occhio umano vista la frequenza dei fenomeni di calving.

Calving è il termine usato per indicare il distacco di enormi iceberg dal ghiacciaio che si riversano nell’oceano e procedono alla deriva. Durante le spedizioni iniziali per installare e quelle successive per controllare le macchine fotografiche, il gruppo assiste e testimonia due grossi fenomeni di questo tipo. Il primo è il distacco di una penisola lunga come cinque campi da football, il secondo è il più grande evento di calving mai ripreso da una telecamera. Durato in totale 75 minuti, il distacco ha coinvolto un blocco ghiacciato esteso come la parte sud di di Manhattan ma alto tre volte tanto ed è, per dirlo con le parole dello stesso Balog, un evento allo stesso tempo “miracoloso ed orribile”.

Dopo aver raccolto tutto il materiale frutto di questo progetto durato cinque anni, Balog ha presenziato a numerose conferenze sugli effetti del riscaldamento globale. Le immagini mostrate durante questi eventi lasciano letteralmente a bocca aperta e sono un vero pugno nello stomaco.

È impossibile rimanere impassibili di fronte all’orrore delle ferite della Terra causate dall’inquinamento globale.

L’insieme di immagini sia meravigliose sia preoccupanti, di spiegazioni scientifiche e di confronti per capire le proporzioni dei fenomeni osservati contribuisce a formare il documentario più chiaro ed emozionante sul tema. Il fatto che tutti i paesaggi che si vedono non esisteranno mai più lascia un senso di profonda tristezza interiore che solitamente viene provocata da vicende, reali o fittizie, riguardanti gli esseri viventi. Qui è la Terra che è ferita, che ci mostra i segni della sua sofferenza e il responsabile è uno solo, l’uomo, che però ha anche il potere, oltre alla responsabilità, di rallentare il fenomeno per evitare che nei prossimi cinquant’anni il pianeta cambi faccia a tal punto che la superficie di terra emersa si riduca drasticamente.

Nonostante le evidenze scientifiche ancora si dibatte sugli effetti del riscaldamento globale.

Il lavoro di Balog è la migliore risposta a tutti coloro – presidenti degli Stati Uniti e non – che ancora si ostinano a pensare che le cause di questo fenomeno non siano gravi o addirittura che questo non esista affatto. Le immagini di Chasing Ice sono di importanza fondamentale per far nascere dentro ogni essere umano la consapevolezza che il destino del nostro pianeta è nelle nostre mani e nessuno oltre a noi può salvarlo da quello che parrebbe un destino segnato.

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