I local heroes del Primavera Sound 2017

Alla scoperta delle proposte locali del festival catalano. 

Il Primavera Sound è una creatura tentacolare. Poterne osservare gli echi e i richiami che si estendono ben oltre rispetto al centro nevralgico delle giornate principali al Parc del Forum di Barcellona è una fortuna che permette di scoprire un’infinità di concerti e iniziative che si intensificano a partire dal mese di maggio ma che si diramano durante il corso dell’anno intero, grazie alla rete di collaborazione con i club e le strutture culturali cittadine.

Dai concerti per bambini (la decennale rassegna Minimúsica), passando per i djset nelle case (Primavera a casa teva, il cui nome significativamente catalano sottolinea il legame con il tessuto urbano e con l’identità del luogo), il festival ormai giunto alla diciassettesima edizione si riconferma scrigno traboccante di sorprese. E, tra le tante tra cui ci è concesso scegliere, vogliamo accendere i nostri riflettori su alcune proposte di ascolto del vivace sottobosco musicale della penisola iberica.

Triángulo de amor bizarro

Tra le realtà più solide del panorama musicale spagnolo contemporaneo, i galiziani Triángulo de Amor Bizarro vantano un decennio di attività e una discografia impeccabile composta da lavori dal forte impatto sonoro ed emotivo quali “Año santo”, “Salve Discordia” e “Victoria Mistica”, in cui il dream pop incontra il noise tra echi, parole forti e distorsioni.
Giovedì 01 giugno, ore 19.10

Aries

Aries è una sirena che fluttua tra le onde sonore di un pop luminoso e potentemente evocativo, ereditato dal suo precedente progetto, la band Charades. Ribattezzata la Björk di Getxco (cittadina basca dalla quale proviene), trasfigura in forme elettroniche la propria passione per i Beach Boys e per Brian Wilson. Il suo “Adieu or die” è un album che fonde sapientemente un’attitudine naïf e diretta con una saggezza espressiva degna di una creatura della mitologia.
Giovedì 01 giugno, ore 17.40

Les Cruet

È difficile parlare dei Les Cruet senza utilizzare tutte quelle locuzioni stilistiche che i giornalisti amano per descrivere l’attitudine punk nelle sue derive hardcore, ma del resto sarebbe presuntuoso pensare di poter resistere alla tentazione di scrivere che la formazione catalana capitanata da Laura Crehuet (vista dal vivo in apertura ai Súper Gegants qualche mese fa) vibra di urgenza comunicativa e liriche al fulmicotone, perché non c’è nulla di più vero.
Sabato 03 giugno, ore 17.00

Playback Maracas

Un duo composto da Álex Pérez e Eloi Martínez che suonano musica elettronica rispettivamente con chitarra, basso e campionatori, e con tamburi, percussioni, sintetizzatori e vocoder. Pur essendo due soli elementi, tengono a specificare che Playback Maracas è un progetto portato avanti da altre 3 persone oltre loro, quali i loro tecnici e il loro manager “che lavorano al 200% perché le cose funzionino nella miglior maniera possibile”. Sul palco valgono a livello di resa e di energia scenica come una band intera, una delle scoperte più interessanti nella moltitudine di proposte locali nel cartello del Primavera Sound.

“Non avendo ancora un disco, il palco è il luogo migliore per mostrare ciò che facciamo.” mi raccontano, trovandomi perfettamente d’accordo sul fatto che la musica sperimentale vada guardata oltre che ascoltata, perché parte dell’esperienza e della fruizione consiste nell’osservazione delle modalità in cui nascono le texture sonore. “È molto positivo che grandi festival come il Primavera Sound o il Sónar diano l’opportunità a realtà emergenti di far conoscere i propri progetti. Quando ci arrivò la proposta dal Primavera restammo perplessi e sorpresi: fino a quel momento avevamo solo due brani caricati su Youtube!”

Sulle variegate influenze che confluiscono nel calderone sonoro della loro realtà artistiche, Álex specifica: “Abbiamo provato ad inventare un nostro linguaggio per poter sviluppare la nostra musica perché è ciò che apprezzo di più anche nella musica degli altri. Personalmente, le mie influenze sono eclettiche: da Joan Colomo a Wilco, Trentemøller o Daft punk. Credo siano artisti particolari che apportano la propria visione e i propri colori alla musica.”

“Credo che Todd Terje sia un esempio di artista che attinge da molti stili” continua Eloi. “ed ha una capacità incredibile di rifletterli nella propria musica in maniera naturale, senza che sembri forzato. Mi piacciono moltissimo anche Stephan Bodzin, Kavinsky o James Murphy. In realtà ho iniziato da poco a interessarmi alla musica elettronica. Sono cresciuto ascoltando Led Zeppelin e Metallica e credo che questo abbia una qualche attinenza con quello che facciamo.”
Sabato 3 giugno, Palco Seat, 15.20

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