1977-2017: quarant’anni “cannibali” al PAN

Il PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, ha da poco inaugurato la mostra intitolata ’77 Anno Cannibale: un evento totalmente gratuito – visitabile fino al 14 maggio prossimo – per celebrare il quarantesimo anniversario dell’anno della contestazione, sia studentesca che sociale, nell’orbita della prossima edizione del Napoli COMICON.

_di Lorenza Cannarate

Giusto al centro di via dei Mille, nel pieno centro storico napoletano, sorge il PAN, il Palazzo delle Arti di Napoli, che ogni anno ospita una delle esposizioni temporanee organizzate in occasione del Napoli COMICON, la fiera internazionale del fumetto che, dopo essere stato allestito per anni all’interno del Castel Sant’Elmo, ora viene ospitato nella Mostra d’Oltremare. Per la XIX edizione del salone del fumetto, dall’8 aprile al 14 maggio 2017 sarà ospitata presso il PAN la mostra ’77 Anno Cannibale, evento totalmente gratuito durante il quale, oltre all’esposizione, sarà presentato il progetto 1977, che comprende incontri, dibattiti e un volume edito da COMICON Edizioni che ospita, tra le altre cose, una selezione di storie riprese dalla rivista seminale Cannibale, ripubblicata integralmente.

È ormai passato un po’ di tempo da quando, durante un’edizione del salone del fumetto napoletano, all’interno della Mostra d’Oltremare fu riaperto il padiglione che ospitava il muro sul quale Andrea Pazienza, armato di spugnetta e pittura nera, aveva disegnato quella che a mio avviso era la sua personale Guernica. Il murales, imponente e quasi pauroso, era stato erroneamente ricoperto d’intonaco, poi per fortuna restaurato e ridato ai più affezionati con una piccola cerimonia, quasi a voler riaccogliere il tanto amato Paz.

È proprio di questo che si parla in questa mostra: ciascuna tavola è come sentita, profondamente, vissuta e intrisa di un sentimento di appartenenza che dal sociale arrivava al personale, e viceversa. Il soggettivo risultava essere quindi anche universale e l’ideologia condivisa era evidente già dal tratto utilizzato da ciascun esponente di quel “movimento” fumettistico e non solo. Il 1977 è stato infatti un anno che, dal un punto di vista dell’innovazione, ha investito quasi tutte le branche della cultura: dal fumetto, infatti, arriviamo al cinema, alla televisione, alla stampa, ma anche al teatro. Un rinnovamento che sa di ringiovanimento e ha tutti i presupposti per essere la base del nuovo fumetto italiano; cosa che poi si è rivelata tale, poiché chiunque, anche non particolarmente estimatore del genere, conosce il genio di Andrea Pazie
nza, o Frigolandia, la Repubblica tutt’altro che immaginaria fondata da Vincenzo Sparagna, direttore della rivista Frigidaire, altro pilastro della stampa alternativa degli anni ’70.

Tra i nomi presenti nelle sale della mostra figurano Filippo Scòzzari, Tanino Liberatore, Massimo Mattioli, Andrea Pazienza e Stefano Tamburini, omaggiato anche all’interno della stessa locandina dell’evento. Questi giovani rivoluzionari del Fumetto imporranno un modo inedito di raccontare, lasciando un’impronta che ha cambiato per sempre il modo di narrare a fumetti. Così il COMICON celebra quella rivoluzione dimenticata e i suoi giovani protagonisti.

La mostra è accompagnata dalla presentazione quotidiana di un catalogo, acquistabile tra le tavole presenti all’interno delle sale e con una scenografia d’eccezionecircondata dai personaggi più famosi d’allora, una cucina a isola richiama quel gusto da “fuorisede” presente, ad esempio, in uno degli albi leggendari di Paz, ovvero “Pentothal“. Tra gli scaffali di quella cucina sorgono quindi storie, scritte, baloon tra i quali è possibile trovare il catalogo della mostra. Una stagione del Fumetto italiano semplicemente imprescindibile per chi ha deciso di esprimersi attraverso la china, il lettering e le vignette.

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