Un valzer di versi per il Salone del Libro

Al Circolo dei lettori, il primo incontro di avvicinamento al Salone del libro di Torino, martedì 21 marzo, si è svolto sotto il segno della poesia, nella giornata mondiale a lei dedicata.

_di Gaël Pernettaz

La poesia ha uno statuto molto contraddittorio ai nostri giorni: non è letta da nessuno, ma è sulla bocca di tutti, viene imparata con fatica a scuola -spesso a memoria- e viene abbandonata poi negli anni successivi, sino a che più in là nel tempo, a poco a poco, quasi in punta di piedi, riesce a riconquistare importanza nelle nostre vite. La poesia è condivisione quando parla di solitudine, gioia quando parla di tristezza; è vita e dialogo con i morti.

Dialogo con i morti. Non è la prima definizione che verrebbe per la poesia, ma probabilmente è la più calzante, soprattutto nel nostro Paese, dove la tradizione è sempre tenuta in considerazione anche dai poeti apparentemente più rivoluzionari, Pasolini o Sanguineti in primis. In questi anni, infatti, in cui la poesia langue e non vende, in cui i libri di versi si impilano polverosamente negli scaffali delle librerie o peggio ancora spariscono in magazzini ombrosi della periferia, non resta al poeta altra via che quella di voltarsi indietro e ascoltare i colleghi del passato, la cui voce riecheggia ancora nelle loro liriche, e rispondere loro attraverso nuovi versi.

Martedì al Circolo dei Lettori di Torino questo si è tentato di fare. Con una serie d’ospiti d’eccezione (quali Giulio Binio, Giuseppe Culicchia, Enrico Remmert o Alessandra Racca) presentati da Matteo Caccia, sul palco della Sala Grande si sono fatti rivivere i grandi poeti del secolo scorso e non solo, attraverso la lettura dei loro versi. Ciascuno degli ospiti ha infatti recitato il suo componimento preferito di fronte a un uditorio rapito; e quindi Montale, Pessoa, Brecht e Fortini con “traducendo Brecht”, ma ancora Sanguineti, Kavafis, Magrelli, la Szymborska e tanti altri, si sono susseguiti in un valzer di versi, tanto diversi per stile, lessico, temi e toni, ma che grazie alla magia della poesia si legavano perfettamente uno con l’altro, come le pezze colorate di un vestito da Arlecchino.

«La poesia avrà un peso importante nel Salone di quest’anno, secondo le parole dello stesso direttore Nicola Lagioia: era giusto dedicarle una serata apposita»

Nicola Lagioia

Oltre alle poesie recitate dagli ospiti, anche poesie proiettate sullo schermo alle loro spalle dimodoché la lirica ha per un’ora e mezza dominato le stanze dell’immobile di via Bogino 9, trascinando i presenti in una dimensione altra, fatta di tumultuosi sentimenti, voci lontane e vertigini bianche, quelle dei versi quando vanno a capo.

A iniziare il reading, con la lettura di “Il dare un nome ai gatti” di T.S. Eliot, il direttore del Salone del libro Nicola Lagioia. Questo incontro è infatti il primo di tre in avvicinamento al salone del libro torinese -giunto alla sua trentesima edizione-, che quest’anno si svolgerà fra il 18 e il 22 di maggio (assolutamente da non perdere, avendo già raggiunto un nuovo record di editori presenti, nonostante la rivalità del salone di Milano). La poesia avrà infatti un peso importante nel Salone di quest’anno, secondo le parole dello stesso direttore, ed era giusto dedicarle una serata apposita.

Gli altri incontri di avvicinamento al Salone saranno, sempre al Circolo dei Lettori, il 4 aprile, in una serata dedicata al fumetto che vedrà come ospite di eccezione il fumettista Igort, uno degli italiani più apprezzati in campo internazionale nell’ambito della graphic novel, e il 18 aprile. In quell’incontro si parlerà di Matera, capitale della cultura 2019, e dei tanti rapporti culturali che la legano a Torino e al Piemonte più in generale, primo su tutti Carlo Levi.

Poesia, fumetti, cultura e romanzi. Tre incontri, tre assaggi di quanto propone quest’anno il Salone del libro.