[REPORT] Carlo Barbagallo, la quadratura perfetta del “9” | Zo

Ideatore e componente di svariate formazioni, Carlo Barbagallo presenta al pubblico catanese, in anteprima, il suo album solista che ha per titolo il numero “9”, in attesa della release ufficiale prevista per la prossima primavera.

Carlo Barbagallo è un infaticabile musicista che sceglie di non mettere a zittire nessuna delle sue tante tentazioni/intuizioni musicali, dando a tutte loro voce e sostanza. Ecco quindi “9”, sua ultima creatura, solista e al contempo corale. Scritto, prodotto, registrato da se medesimo ha infatti visto la luce grazie anche al prezioso contributo di una pletora di musicisti.
L’album uscirà ufficialmente in primavera ma è stato presentato in anteprima da Zo con un super gruppo d’eccezione che ha visto al fianco del musicista siracusano alcuni dei nomi presenti nell’album – Mauro Felice (Suzanne’Silver) alla batteria e Giovanni Fiderio (Tapso II/ MASHROOMS) al violino – assieme ad altri compagni di avventure presenti e passate, come Lorenzo Urciullo alla chitarra, Giuseppe Sindona al basso e Andrea Romano alle tastiere (tutti e tre assieme a lui negli Albanopower), la chitarra di Dario Serra dei Suzanne’Silver e Salvo Barbagallo al sax.
La trama di fondo di “9”, marchiata a fuoco da caratteri southern e blues, ricorda la pelle di chi ha attraversato il grunge, superandolo, un po’ come il primo Chris Cornell solista, e porta a pieno compimento alcune strade già battute in “Like Lazarus”, ultimo lavoro dei Suzanne’Silver. Ma il soma di Barbagallo è ben lontano dall’essere monocromatico e, al contrario, le sue molteplici pigmentazioni, elettro, funk, jazz, (Hide Save Hide ne è un pregevole esempio) danno forma ad un progetto meticcio, seppur sotto i caldi colori dominanti del soul e del blues che dalla sua voce polverosa e graffiante trovano la propria linfa vitale. 
Tanto l’album quanto il concerto sembrano essere una summa di ciò che Barbagallo ha seminato fino ad adesso, uno sguardo maturo e consapevole di chi si volta a guardare la strada macinata prima di arrivare dove si è, e in questo la presenza di alcuni degli amici musicisti che lo hanno accompagnato nei vari progetti paralleli parla da sé. L’esecuzione dei brani dell’album lascia spazio per le code improvvisative dove il piacere di suonare insieme va a braccetto con la ricerca di possibili tessiture sonore che sovrapponendosi nella loro reciproca indipendenza trovano una quadratura armoniosa e trascinante. Sguardi complici e sorrisi tra i musicisti sono stati il perfetto condimento di una performance che per atmosfera ha riportato alla mente gli storici unplugged targati MTV.
C’è più di un motivo per credere che l’universo musicale di “9”, per quanto tappa rilevante di un percorso molto articolato, sia però solo un approdo momentaneo, perché Barbagallo è come un marinaio che vive di peregrinazioni e non di arrivi. Alla prossima sosta!

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