Slava’s Snowshow: un pezzo di mondo incontaminato

Dopo essere stato visto nel mondo intero da oltre 4 milioni di spettatori, per la terza volta, Slava’s Snowshow torna al Teatro Bellini.

di Luigi Affabile  –  «E’ un teatro che nasce inesorabilmente dai sogni e dalle fiabe»: con queste parole, Slava Polunin, protagonista e ideatore dello spettacolo Slava’s Snowshow, spiega la genesi di questo viaggio magico che ha incantato adulti e bambini. Slava è un mimo russo e fin da giovane era sempre stato affascinato dal mondo dei clown. Tra Charlie Chaplin e Marcel Marceau, la sua innovazione ha portato il ruolo del clown nei più grandi teatri del mondo. Precedentemente intitolato Yellow, Slava’s Snowshow è un vero trionfo, tanto da valergli il Time Out Award.

«Slava’s Snowshow è un inno alla libertà, una fuga dalla realtà, un fiocco di neve capace di riscaldare il cuore»

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Un ritorno alla fanciullezza Tra coriandoli, scherzi esilaranti, palloni colorati e tanto altro, Slava ci prende per mano e ci porta in un mondo lontano, spensierato, puro. Se per i bambini Slava’s Snowshow è una magica avventura, per gli adulti questo spettacolo è una sorta di ritorno alla fanciullezza. Tra paesaggi innevati e luoghi misteriosi, il mimo russo e i suoi simpatici amici, danno luogo ad una festa teatrale capace di strappare risate e sorrisi, ma nello stesso tempo c’è spazio anche per un sottile velo di inquietudine. Tenero e esilarante, triste e malinconico, Slava’s Snowshow è un inno alla libertà, una fuga dalla realtà, un fiocco di neve capace di riscaldare il cuore. Le musiche romantiche, malinconiche, attuali, spianano un lungo sentiero fatto di sogni e realtà, in cui lo spettatore diventa protagonista.

Portatori di speranza Con la sua sublime liricità, con i suoi movimenti goffi e impacciati, Slava racconta un storia che non annoia. Un storia che non ha bisogno di parole ma di sguardi, silenzi, suoni. Forse è proprio il caso di dirlo, Polunin insieme al suo simpatico gruppetto di amici clown sono dei veri portatori di speranza. Ma attenzione, questo non lo capirete da subito. Bisognerà aspettare la fine: la bufera di neve che accarezzerà il vostro viso.
Terminato lo spettacolo, vi verrà voglia di abbracciarli quei clown, che attraverso la loro pantomima hanno resettato le vostre ansie, le vostre preoccupazioni.
La parte più difficile, traumatica sarà mettere piede fuori dal teatro. Già, perché una volta tornati a casa, vi ritroverete qualche pezzetto di carta bianca tra i capelli o magari nella tasca della giacca. Senza dubbio, vi strapperà un sorriso, ma nello stesso tempo una spietata malinconia vi travolgerà. Dopotutto, Slava vuole darci un consiglio: non prendetevi troppo sul serio, continuate a sognare.  Anche se la tempesta vi sembrerà violenta e severa.