Kero Kero Bonito: prove di ultra-pop post-globale

Sull’onda lunga della Pc Music, un disco di filastrocche digitali radiofoniche ma raffinate, frutto di suggestioni j-pop e un immaginario da high school Anni Ottanta. E’ la “Bonita Generation” dei londinesi Kero Kero Bonito, visti prima di Grimes al Festival Moderno…

Kero Kero Bonito – “Bonito Generation”

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di Luca Morazzini  –  I Kero Kero Bonito dopo qualche remix e il primo “Intro Bonito” hanno fatto un gran disco. Hanno unito il J-pop alla musica da video game e hanno fatto uscire “Bonito Generation”. Questo gruppo di Londra ha tra i suoi membri, oltre la cantante Sarah Midori Perrry ed il producer Jamie Bulled, Gus Lobban, conosciuto anche per la sua attività per Pc Music sotto il moniker Kane West. Durante l’ascolto di questo disco sono riuscito ad individuare oltre alle basi ultrapop, il sushi, Carly Rae Jepsen, la canzone per balli di gruppo “il Tipitipitero”, la serie “Don’t Hug me I’m scared”, ovviamente la Pc Music e una buona dose di anni 90’, soprattutto la seconda metà.
Questa volta però a differenza anche di alcuni lavori usciti per Pc Music c’è una certa unità di intenti e una omogeneità di idee, senza contare il fatto che ci sono almeno quattro o cinque singoli perfetti per un possibile sequel di
Napoleon Dynamite, che in sostanza significa che il disco funziona e sale ad ogni ascolto. Bonito Generation ha anche il vantaggio di usare un linguaggio musicale che “anticipa” la sua estetica (è come se ci prefigurassimo tutto un immaginario solo ascoltando), che può essere considerato quasi come il manifesto post- hardcore del bubblegum pop.