Allora, com’è il Papa di Sorrentino?

Venerdì 21 ottobre sono andati in onda i primi due episodi della serie Tv diretta da Paolo Sorrentino, con Jude Law nei panni di Papa Pio XIII. Tra La grande bellezza e House of Cards, The Young Pope è ironico e spietato. E, come buona parte delle produzioni del regista italiano, dividerà il pubblico. 

di Luigi Affabile  –  “Io servo Dio, io servo voi”. Bene, vi consiglio di dimenticare queste parole. Con un silenzio spettrale, a tratti invadente, inizia il primo episodio di The Young Pope, la prima serie Tv diretta dal regista premio Oscar Paolo Sorrentino. Lo stile registico dell’autore de La grande bellezza è evidente fin dai primi minuti. Senza lasciare nulla a caso, ogni singola inquadratura, ogni singola scena è un’opera d’arte, racchiusa in un vortice di eleganza e semplicità. La regia geometrica e originale è accompagnata da una melodia inquietante e oscura. Una musica sottile, impossibile, che sembra voler infrangere quel silenzio, come volerci avvisare a cosa andremo incontro.

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Un Papa in infradito? Il protagonista di The Young Pope è Lenny Belardo, interpretato magistralmente da Jude Law. Con un’aria malinconica e sfacciata, dopo essere stato eletto Papa sceglie di chiamarsi Pio XIII. Un personaggio libero, spregiudicato, anarchico. Sembrerebbe un uomo come tanti. Sognatore e tenace, la mattina si alza e con le sue infradito bianche inizia la sua giornata fumando e bevendo Cherry Coke. Spietato e compassionevole in questi primi due episodi ci mostrerà la sua autorevolezza e le sue debolezze. Ruoli molto importanti nella vicenda sono quello del segretario di Stato del Vaticano, Cardinale Voiello, ambiguo e opportunista, interpretato da un sorprendente Silvio Orlando e quello di Suor Mary, una suora americana che ha cresciuto Lenny in un orfanotrofio, interpretata dall’attrice premio Oscar Diane Keaton.

«Il protagonista principale è la contraddizione umana»

Insomma, dopo i primi due episodi, è ancora prematuro definire The Young Pope un “capolavoro”: bisognerà aspettare le prossime puntate. Detto ciò, Paolo Sorrentino si conferma senza dubbio uno dei migliori registi italiani, l’unico capace di affrontare con coerenza e coraggio temi scottanti e complessi.

Ciò che abbiamo di fronte è un ottimo prodotto tratto da una storia immaginaria, ma che di certo non ci lascia indifferenti. Al di là del cast stellare, il protagonista principale è la contraddizione umana, affascinante e pericolosa allo stesso tempo. Parliamoci chiaro, The Young Pope non è un attacco al Vaticano. E’ semplicemente un inno alla verità, quella verità che spesso cerchiamo di mascherare o che magari facciamo finta di non vedere. Forse dopotutto, è giusto ricordarlo, siamo semplicemente degli esseri umani che hanno il vizio di nascondere la polvere sotto il tappeto.