Tre pezzi per entrare nel mondo degli Yumi Zouma

In vista del loro mini-tour in Italia vi proponiamo un tris di canzoni – due dai loro EP ed uno dal loro album Yoncalla – per “capire” gli Yumi Zouma, considerati la next-big-thing del dream-pop internazionale.

Mattia Nesto  –  Saliti alla ribalta delle cronache già a partire dal loro primo EP, l’omonimo Yumi Zouma del 2014, la band neozelandese ha raccolto consensi a ripetizione, sulle riviste specializzate (su Pitchfork il loro ultimo album è stato salutato con un rotondo 7.4), ha aperto concerti importanti da Lorde a Chet Faker ed è diventata un nome riconosciuto e riconoscibile a livello mondiale. Caratteristici di Charlie Ryder, Josh Burgess, Christie Simpson e Sam Perry sono l’estrema morbidezza dei suoni, l’uso elegantissimo dei synth e la capacità di trasportare l’ascoltatore in un mondo pervaso di nostalgia e di ironia mai banale (si prenda il testo di YesterdayI’m screaming in my dreams like it’s going in and out of fashion”).

1) The Brae


 Il primo ep contiene una vera e propria gemma, ovvero The Brae, 4 minuti e 16 secondi di assoluta perfezione nei suoni, sintetici quanto basta ma mai freddi o triti, capaci di suscitare immediatamente un’atmosfera forte, consolidata e non simile ad altre band. La linea di basso accompagna tutto il pezzo con un continuo insistere su riverberi ed echi, in un crescendo che lascia ben presto spazio alle chitarrine jingle jangle tante care alla tradizione di questo genere.

2) Alena 

Il secondo ep, intitolato semplicemente II, ha in Alena la canzone centrale, non a caso scelta come singolo. Alena è una splendida cavalcata dream-pop con tanto di accordoni di piano molto anni Ottanta, voci soffuse e suggestioni romantiche, senza dimenticare una vena danzereccia fino a questo momento del tutto inedita per i neozelandesi. Vi sfido a stare fermi quando il ritornello parte, la batteria batte il tempo e tutto sembra colorarsi con i colori dei propri ricordi più belli. Alena è un classico istantaneo, uno di quei pezzacci da portarsi cari in fondo al proprio zaino: chissà mai che non tornino utili, utilissimo una volta o l’altra?

3) Yesterday

In Yoncalla una canzone come Yestarday si segnala per confermare una precisa evoluzione degli Yumi Zouma. Come giustamente ha sottolineato Patrick St. Michel nella sua recensione apparsa su Pitchfork (http://pitchfork.com/reviews/albums/22058-yoncalla/ ) come il tempo e “la forza dei fatti” abbia delineato quello che oggi è la band. Infatti i neozelandesi sono passati dal 2011, anno del terribile terremoto accaduto nella loro città natale, Christchurch, salire sui maggiori palchi di tutti il mondo: questo in poco meno di cinque anni. Ovvio che una simile differenza si faccia sentire nei pezzi che vengono scritti. E Yesterday trasmette con evidenza tutto ciò: si osserva, quasi plasticamente, una band che parte come una versione più zuccherosa dei Real Estaste ed approda a lidi molto più simili ai migliori Fleetwood Mac. Perché di questo oggi stiamo parlando quanto trattiamo degli Yumi Zouma: una band con cicatrici alle spalle, muscoli messi su nel corso di anni di gavette e di concerti in giro per il mondo e i soliti occhi da bambino spalancati verso un futuro splendente come un’alba neozelandese.

Visto che durante le prime audizioni di XFactor 10 i quattro giudici, di fronte ad una reinterpretazione in chiave dream-pop di Che fantastica storia è la vita di Antonello Venditti da parte del gruppo , Les enfants non sono riusciti a decifrare il genere (come ha puntualmente riportato Tommaso Paradiso , cantante dei Thegiornalisti sul suo profilo Facebook), consigliamo al più presto un approfondito ascolto degli Yumi Zouma: siamo sicuri che una seconda volta riconoscerebbero il genere al volo!

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RADAR concerti presenta:
 
YUMI ZOUMA: DEBUT ALBUM E QUATTRO DATE IN ITALIA A SETTEMBRE
 
28.09 | BIKO Milano | MILANO
29.09 | Covo Club | BOLOGNA
30.09 | Quirinetta | ROMA
01.10 | ASTORIA | TORINO