[REPORT] Snoop Dogg: doggystyle | Arenile Reload di Napoli

Lunedì 27 luglio all’Arenile Reload di Napoli, incredibile location di 24.000 mq (!) che si affaccia sul mare nel quartiere Bagnoli, è andata in scena una serata a fortissime tinte rap: alcuni tra i maggiori esponenti dell’hip hop made in Italy hanno incontrato uno dei loro maestri di sempre.

Dopo i set di Moreno, Maruego, Nitro + dj MS e Kg Man & EMAN, sul palco dell’Arenile sale Snoop Dogg. Piccola digressione, per raccontare un po’ il personaggio: il giorno prima del suo live napoletano, Snoop si è esibito in Svezia. Finito il concerto è stato fermato dalla polizia svedese perchè sospettato di guidare la sua auto sotto l’effetto di stupefacenti. Una volta rilasciato, questa è stata la risposta del rapper di Los Angeles sul suo profilo Instagram:

A parte questo spiacevole episodio, Snoop arriva nella città partenopea bello carico: niente set come lo scorso anno ma band al seguito, a rendere il tutto ancora più old school e funk. A ingraziare la folla ci pensa già una sua caricatura gigante con indosso una maglietta azzurra del Napoli, posizionata sulle impalcature. Ma quando le luci si spengono, dalle casse parte “California Love” di Tupac e Snoop sale sul palco, basta un “Naples, Italy” per infiammare definitivamente il suo pubblico. L’inizio è davvero col botto: “The Next Episode” è il pezzo giusto per scuotere tutti e far capire ai presenti che questo non è (solo) il tour promozionale dell’ultimo “Bush”. Infatti Snoop Dogg passa in rassegna le sue mille collaborazioni e si conferma essere un vero camaleonte dello show business. In un live durato poco meno di un’ora (alcuni storceranno il naso, ma è una scelta piuttosto normale per artisti del genere), sciorina una scaletta veramente eterogenea: oltre ai featuring con 50 cent (“P.I.M.P.”), Justin Timberlake (“Signs”) e Katy Perry (“California Gurls”), suona quattro tracce dal suo debutto capolavoro “Doggystyle”, compresa quella “Gin & Juice” che nel 1993 ebbe un enorme successo e scosse tutto il mondo del rap americano. Ecco come si fa ad “acchiappare i like” dei fan degli anni zero e di quelli più datati. Il meccanismo è collaudato: tra una serie infinita di “motherfucker” e “put your hands up”, alcuni passi falsi (ci chiediamo ancora perchè far cantare a tutti “I Love Rock n’ Roll”) e momenti altissimi (davvero ipnotico quel pezzone di “Drop it Like It’s Hot” e il twerk delle due ballerine!), Snoop chiude il suo live facendo cantare a tutti (sempre difficile stabilire un numero, diciamo duemila?) “Young, Wild and Free”. It’s entertainment, man! Mentre saluta e abbraccia i suoi fan, nel cielo di Napoli risuona “Jammin”di Bob Marley, ideale conclusione di un live che ancora una volta conferma come ci sia ancora da imparare da un autore come Snoop Dogg, anche se il periodo d’oro è già passato da un pezzo.

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