[REPORT + PHOTO] Le perle rubate di Giorgio Canali | I Candelai di Palermo

Giorgio Canali e i suoi Rossofuoco tornano in Sicilia per una doppietta a Messina e Palermo, dopo un’assenza di quasi dieci anni: l’occasione è il tour con cui l’ex CCCP e CSI sta portando in giro il suo sesto album in studio, “Perle per Porci”.

 di Giuseppe Tancredi  –  Il disco sta riscuotendo parecchio successo tra la critica e il pubblico per i soliti arrangiamenti elettrici impeccabili ma anche per l’originalità dell’idea che vi sta dietro. Si tratta di un album di cover, in cui il romagnolo arrangia e interpreta brani pescati tra i meandri dell’underground italiano new wave e anni ’90, che tanto, ci viene dimostrato, ha da offrire. Sono per l’appunto “perle” rimaste nascoste, chiuse in un armadio dalle mode musicali e dalle hit e con cui Canali ha avuto a che fare in un modo o nell’altro – come produttore o coautore soprattutto – nella sua carriera musicale.

“Perle per Porci” arriva dunque a I Candelai di Palermo, storico live club della città. Apre il concertoSimona Norato che, padrona di casa, presenta ad un pubblico timido ma via via più coinvolto il suo cantautorato brillante, mai banale e forte degli inediti incastri timbrici tra piano, synth, sezioni ritmiche elettroniche, violino.
Un Canali mimetizzato fra il pubblico sembra approvare prima di salire sull’intimo palcoscenico del locale insieme a Luca Martelli e Marco Greco, i due più longevi fra i Rossofuoco, rispettivamente alla batteria e al basso. Il pubblico ha intanto riempito lo spazio sotto il palco, prima vuoto, e allora si può cominciare: nonostante l’incipit in francese, seconda lingua di Canali per adozione, l’attenzione è tutta per i pezzi del nuovo album che per qualità e varietà potrebbero praticamente reggere l’intero concerto da soli. Canzone Dada scalda gli animi, A.F.C. li giustizia in un piccolo pogo e Tutto è così semplice si allunga diventando base su cui Canali canta il testo di I wanna be your dog, evergreen dei The Stooges. Il suono è essenziale, diretto, ai limiti del punk e gli arrangiamenti risentono forse della presenza di una sola chitarra sul palco ma l’energia e il trasporto del trio colmano ogni eventuale lacuna tecnica.
Tra un pezzo e l’altro Canali è una bestemmia continua e questo, insieme a qualche goliardia sul palcoscenico, suscita ilarità fra il solito pubblico palermitano dei pochi ma buoni. Nella prima parte del concerto c’è spazio per Mostri sotto il letto (da “Giorgio Canali & Rossofuoco”, 2004) e Tutti gli uomini (da “Nostra Signora della Dinamite”, 2009) mentre la seconda è assolutamente dominata dallo splendore delle perle rubate a Faust’o (Buon Anno) e De Gregori (Storie di Ieri) che spiccano, oltre che per arrangiamento, per una scrittura particolarmente felice e visti gli autori non potrebbe essere altrimenti.

Altri classici come Alè Alè, Precipito e Nuvole senza Messico – in chiusura – portano il concerto alla sua fine, senza bis e fronzoli vari da cui Canali si tiene alla larga specificando “facciamo questa e poi non rompete più i coglioni”. Di questa serata rimane di sicuro l’eccellente impatto live dei brani del nuovo album e la certezza che Giorgio Canali, anche con un album di cover che all’inizio ha suscitato qualche scetticismo, è ancora quel pilastro inamovibile del rock italiano e potrebbe esserlo per molto tempo ancora.

Galleria fotografica a cura di Andrea Pizzo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.