La Disney, Miley Cyrus e lo stardom musicale sono la stessa cosa

C’è un grafico italiano che non è rimasto con le mani in mano, durante la clamorosa campagna di marketing lanciata l’anno scorso da Miley Cyrus.

di Matteo Monaco  –  Il nostro uomo è Michele Moricci, uno specialista in illustrazioni che si è occupato di un provocatorio messaggio pubblicato da Cosmopolitan: ritrarre le principesse e le “belle” della Disney nelle pose che hanno reso (in)celebre la starlette di Hannah Montana. Il risultato è provocatorio e lascia nel segno, non solo per l’idea messa in campo dall’artista di Firenze. Ciò che stupisce, nel lavoro di Moricci, è la semplicità con cui le immagini dell’infanzia riescono a funzionare anche come potenziali icone  di MTV. Facciamo un passo più in là: non sarà che Miley Cyrus, dipinta troppo spesse come “anomalia” del sistema, rappresenti invece un’unione sempre esistita tra l’immaginario infantile della Disney e quello adulto dello stardom musicale? Abbiamo voluto parlarne direttamente con l’autore.

Michele, partiamo da qui: come sei arrivato ad occuparti di Miley Cyrus?

“In realtà è stato commissionato tutto da Cosmopolitan, dopo il grande successo ottenuto dalla Cyrus nell’ultimo anno. Ciò che interessava a loro era il contrasto tra ciò che è inteso come “Disney” e l’idea di “ragazza allegra”, contenuto allo stesso modo dal personaggio di Miley Cyrus.”

Ma esiste davvero un contrasto? Oppure possiamo dire che esiste una continuità tra l’immaginario della Disney e quello dello stardom musicale?

“Io penso che siano complementari: da un lato c’è la prima fase, quella del messaggio per ragazzi, e dall’altro l’idea di una ragazza che è cresciuta e prende nuove strade.”

Possiamo dire che Miley Cyrus è la nuova principessa della Disney?

“Secondo me sì. In fondo anche Madonna ha costruito la sua immagine basandosi su questo immaginario, è stata una vera regina della musica. Lo stesso discorso vale per Britney Spears e molte altre stelle degli ultimi anni.”

Dal tuo punto di vista – da grafico e autore di illustrazioni – qual è il confine tra messaggio e provocazione, nella strategia di comunicazione di queste stelle?

“Il messaggio – nel mio lavoro – è intriso di ironia: non c’è un valore positivo o un valore negativo. Nel mio caso il messaggio nasce direttamente dalla provocazione, è il frutto stesso della provocazione. E questo crea dibattito, sia nel caso della Cyrus che in altre occasioni – ma dal mio punto di vista l’intento fondamentale era di provocare, senza però voler sporcare l’innocenza delle icone dell’infanzia.”

Il tuo lavoro – e l’intera campagna della Cyrus – sembrano dirci che una certa parte del business musicale dipenda dalla potenza dell’impatto grafico per poter sopravvivere. Sei d’accordo?

“Penso proprio di sì, ma penso anche che ci sia un rapporto inverso. Secondo me una buona parte di dischi e di libri si comprano per la copertina, ma avviene anche il contrario. Sono due fasi che vanno di pari passo e trovano la sopravvivenza in un gioco a due. Hai presente i Rolling Stones, no?”

Ma se ti chiedessi di quale artista passato o presente vorresti curare l’immagine, chi risponderesti?

“Sai, il mio pallino è sempre stata Tori Amos – almeno prima della sua recente “decaduta”. Se non lei, risponderei sicuramente qualcuno che abbia a che fare con lo stile espressivo del pop: nei miei lavori, che sfruttano ampiamente il colore e l’idea di usa-e-getta, potrebbero funzionare artisti come Rihanna. Oppure, visto che siamo in tema, la stessa Miley Cyrus.”

Trovi i lavori di Michele Moricci
sul sito: http://www.michelemoriccidesigner.com/
su Twitter: https://twitter.com/michelemoricci
su Facebook: https://www.facebook.com/moriccimichele

Il servizio su Miley Cyrus è pubblicato da Cosmopolitan (vedi link)

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